Un pugno di sabbia...
Ovidio nel XIV capitolo della Metamorfosi descrive la Sibilla Cumana come una donna bellissima e affascinante; addirittura il dio Apollo (Febo) si era invaghito di lei al punto di offrirle quello che lei avesse desiderato pur di starle a fianco...
Febo mi disse: "Esprimi un desiderio, vergine cumana:
sara' esaudito".
Io presi un pugno di sabbia e glielo mostrai,
chiedendo che mi fossero concessi tanti anni di vita
quanti granelli di sabbia c'erano in quel mucchietto.
Sciocca, mi dimenticai di chiedere che gli anni fossero di giovinezza.
(dal capitolo XIV della Metamorfosi di Ovidio)
Traduzione di Giovanni Andrea dell'Anguillara (1563)
E per mostrar, che 'l mio parlar non mente
Nel raccontar quanto io t'ammiri et ami,
Se qualche gran desio t'ange la mente,
Fammi saper qual don piu' cerchi et brami,
Che giuro per quel torbido torrente,
Che lega d'insolubili legami
Gli eterni Dei, che, se scopri il tuo intento,
Ti faro' d'ogni gratia il cor contento.
Io, che 'l gran giuramento odo, che 'l lega,
Che d'ogni don, ch' io bramo, a' gradir m' habbia,
Mentre il mio lume il guardo a' terra piega,
Vede un monton di ben minuta sabbia:
Io n'empio il pugno, e mentre anchor mi prega,
Al don, ch' io bramo havere, apro le labbia,
Tant'anni bramo unito il corpo a' l'alma,
Quanti ho grani di polve in questa palma.
Misera me, non seppi il dono usare
Del biondo Dio, che 'l tempo ne governa:
Che se saputo havessi io dimandare,
Viver fatto m'havria giovane eterna.
02/06/2008
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