
Il primo atto ufficiale che sanciva il diritto del lavoratore alle
ferie pagate fu il
Bank Holiday Act, introdotto in Inghilterra da
Sir John Lubbock [Banchiere, Membro del Parlamento Inglese, autore, scienziato e "the First Lord Avebury" (1834-1913)
] sembra per permettere ai bancari appassionati di cricket come lui di poter partecipare agli incontri (o seguirli da supporters).
Il
Bank Holiday Act sanciva
quattro giorni di ferie per le banche in Inghilterra, Galles e Irlanda.
Da li' il modello, che
non valeva per tutte le categorie di lavoratori, fu esportato in Canada e negli Stati Uniti d'America.
Lo Stato che per primo ideo' un periodo di
ferie pagate esteso a
tutti i lavoratori fu la Francia; il progetto di legge fu presentato e approvato nel
1925; ma la legge venne promulgata dal
Front Populaire solamente undici anni dopo, e precisamente il
20 giugno 1936.
Con enfasi
Leo Lagrange (Primo Segretario di Stato al
tempo libero) proclamo' il 1936
Anno primo della felicita', con l'istituzione del
biglietto ferroviario popolare per le ferie (approfittando di questo biglietto popolare per le ferie sembra che solo in quell'anno furono venduti 600.000 biglietti ferroviari e l'anno dopo 1.800.000); all'inizio i giorni di ferie, concentrati in estate, erano
15, ma gia' nel 1956 erano diventati
21.
Qualcosa di simile alla legge francese era stato istituito anche in Italia, durante il regime fascista: la
Carta del Lavoro del
1927 (proposta da Giuseppe Bottai e approvata dal Gran Consiglio Fascista il 21 aprile 1927) sanciva infatti il diritto
dopo un anno di ininterrotto servizio a un periodo di riposo feriale retribuito (articolo 16).
Nel 1948 la Costituzione della Repubblica Italiana ribadiva il concetto di
vacanza obbligatoria:
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non puo' rinunziarvi (articolo 36).