
Nella mitologia greca e romana gli dei e gli eroi appartenevano a due gruppi ben distinti: i primi erano di pura stirpe divina, erano immortali, avevano una precisa collocazione e "funzione" nel cosmo, erano onorati con templi e culti particolari; gli eroi avevano generalmente uno solo dei genitori divino e immortale, si distinguevano per forza, coraggio e bellezza, compivano imprese straordinarie; spesso, dopo la morte, venivano loro dedicate grandi feste propiziatorie e le loro tombe e monumenti venivano onorati e rispettati.
Una delle figure eroiche piu' importanti per quanto riguarda il culto e' Eracle, che i Romani chiamarono Ercole, figlio del dio Zeus e Alcmena (donna mortale).
Ercole gode della doppia natura terrena e celeste: dopo la morte per volonta' degli dei viene, infatti, assunto nell'Olimpo e riceve in sposa Ebe, la dea dell'eterna giovinezza.
Fu per espiare l'uccisione dei figli che
Ercole, al servizio di
Euristeo, re di
Tirinto e
Micene, dovette sottoporsi alle
12 fatiche.
Ecco quali furono le
dodici fatiche di Ercole (Eracle).
Uccisione del leone di Nemea
Ercole uccise il leone di Nemea, mostro dalla pelle invulnerabile, strangolandolo a mani nude con forza incredibile avvolgendo le sue braccia grandi intorno al leone, tirandogli il collo e strangolandolo a morte, non comprendendo quale arma potesse ucciderlo.
Morto il mostro enorme, Ercole tento' di scuoiare la bestia, ma la pelle era cosi' dura che non pote' ne' lacerarla ne' tagliarla. Allora provo' ad adoperare gli stessi enormi artigli del leone: questi furono efficaci ed Ercole ottenne il suo trofeo. Ammirando quella impenetrabilita' e resistenza della pelle del leone, se la getto' addosso come un mantello e la tiro' fin sopra la testa come un elmo. Da questo momento Ercole indosso' sempre la pelle di leone come protezione in battaglia.
Uccisione dell'Idra di Lerna
L'Idra era un drago dalle tante teste (di cui una immortale) che viveva nella palude di Lerna e atterriva i villaggi vicini divorando uomini e bestie quando si svegliava dal suo sonno.
Quando Eracle comincio' a tagliare le teste con la spada si accorse che da ognuna ne ricrescevano due, per cui, decise di bruciarle con tronchi infuocati; la testa centrale che era immortale, invece, la schiaccio' con un masso; infine intinse nel sangue del mostro le sue frecce, che da quel momento, quando andavano a segno, provocavano ferite che non si rimarginavano mai.
Cattura del cinghiale del monte Erimanto
L'enorme cinghiale di Erimanto devastava l'Arcadia distruggendo i campi della citta' di Psofide. Euristeo gli ordino' di debellare il mostro, ma per rendergli l'impresa piu' ardua, gli impose di catturare il cinghiale vivo. Ercole lo catturo' vivo.
Cattura della cerva di Cerinea
Euristeo diede questo compito ad Eracle sapendo che l'animale era proprieta' sacra di Artemide: catturarla avrebbe voluto dire per lui commettere una empieta' contro la dea.
La cerva di Cerinea, che aveva le corna e gli zoccoli d'oro, correva piu' rapida delle frecce. Ercole la insegui' per un anno fino a catturarla per sfinimento, quando si fermo' a bere presso un fiume nella terra degli Iperborei, azzoppandola colpendola alla zampa con una fraccia, dalla punta della quale aveva rimosso il sangue dell'Idra uccisa in precedenza.
Uccisione degli uccelli del lago Stinfalo
I mostruosi uccelli del lago Stinfalo in Arcadia mangiavano carne umana. I loro artigli, becchi e penne erano metalliche. Le penne quando sbattevano nell'aria emettevano un rumore molto acuto, e venivano scagliate come frecce: chiunque entrava in contatto con questi uccelli ne veniva trafitto a morte.
Ercole ne uccise alcuni con le sue frecce e caccio' i rimanenti.
Pulizia delle stalle di Augia
Le stalle di Augia (figlio del Sole, re dell'Elide nel Peloponneso) erano colme di letame del bestiame che, immune alle malattie, si era moltiplicato. Ercole le puli' deviandovi i fiumi Alfeo e Peneo.
Cattura del toro di Creta
Il toro di Creta era stato reso furioso da Poseidone perche' Minosse non lo aveva sacrificato come promesso. Ercole lo catturo' vivo intrecciando un laccio, e poi inseguendo la bestia finche' non la indeboli', gettandole il laccio intorno al collo. Una volta domato il toro, l'eroe gli sali' in groppa e lo cavalco' attraverso il mare fino al palazzo di Euristeo ad Atene.
Cattura delle giumente di Diomede
Le giumente (cavalle) di Diomede si nutrivano di carne umana; Ercole uccise Diomede e lo diede in pasto alle giumente, che si lasciarono domare.
Conquista della cintura di Ippolita regina delle Amazzoni
Ercole uccise Ippolita e dono' la cintura, simbolo del potere, ad Admeta, figlia di Euristeo.
Cattura dei buoi di Gerione
Figlio di Crisaore e di Calliroe, re dell'isola Eritea (collocabile in qualche punto del Marocco), Gerione era un gigante con tre teste, sei braccia e sei gambe, cioe' con tre corpi uniti su un unico ventre che possedeva immensi armenti di buoi. L'eroe raggiunse l'isola del gigante, dove pose i confini del mondo conosciuto (le Colonne d'Ercole), uccise prima i due custodi (Eurizione e il mostruoso cane Ortro) poi Gerione, e infine prese i buoi.
Conquista dei pomi d'oro del giardino delle ninfe Esperidi
I Pomi d'oro delle ninfe Esperidi erano il dono di nozze fatto da Gea a Era, e che il drago Ladone custodiva in un giardino nell'estremo Occidente. Ucciso il drago Ladone, guardiano del giardino delle ninfe Esperidi, Ercole si impossesso' delle mele e le porto' a Euristeo.
Cattura del cane Cerbero
Cerbero era il mostruoso cane tricipite che stava a guardia di Ade, il mondo degli inferi. Ade gli impose di catturare Cerbero senza fare uso delle armi: se avesse vinto avrebbe permesso all'eroe di portare il mostruoso animale verso la luce, con l'impegno pero' che lo restituisse subito al regno al quale per sempre doveva appartenere.
Dopo un estenuante combattimento, Ercole vittorioso condusse Cerbero da Euristeo e poi lo riporto' indietro.