Documenti: quanto conservarli

Il Codice Civile, agli articoli 2946 e 2963, insieme ad alcuni regolamenti che riguardano situazioni particolari, definisce i termini di prescrizione dei diritti, cioe' indica per quanto tempo dura un certo diritto, e conseguentemente per quanto tempo dobbiamo conservare i documenti che provano questo diritto o che resistono alla pretesa dell'avente diritto (quali ad esempio le ricevute dei pagamenti).

Definizione

Definizione
La prescrizione e' un mezzo con cui l'ordinamento giuridico opera l'estinzione dei diritti quando il titolare non li esercita entro il termine previsto dalla legge (codice civile, art. 2934 e segg.).
La decadenza consiste nella perdita della possibilita' di esercitare un diritto per il mancato esercizio in un termine perentorio (codice civile, art. 2964 e segg.)

In termini pratici i due concetti sono molto simili, ma giuridicamente no. La prescrizione, infatti, e' stabilita solo dalla legge mentre la decadenza puo' anche essere frutto di accordi tra due parti. Gli esempi tipici sono il termine entro cui si devono contestare i vizi sui beni acquistati dai consumatori (due mesi dalla loro scoperta, la decadenza) ed il termine entro il quale tale diritto puo' essere esercitato, promuovendo magari una causa (due anni dall'acquisto, la prescrizione)

E' importante sapere che sia la prescrizione che la decadenza non possono essere rilevate d'ufficio da un giudice. Cio' significa che e' necessario contestare attivamente il decorso dei termini (personalmente o attraverso un avvocato), senza aspettare che sia il giudice a rilevare il fatto. La prescrizione e la decadenza sono elementi da considerare subito, sia quando si intende esercitare un diritto sia quando ci vengono chiesti adempimenti (pagamenti di multe, bollette, cartelle esattoriali, etc...). E' bene tener presente, in quest'ottica, che il pagamento preclude la possibilita' di opporre la prescrizione.

Non tutti i diritti sono soggetti a prescrizione (per esempio la proprieta', le azioni inerenti la contestazione della paternita' e quelle di riconoscimento filiale, il riconoscimento di eredita' e le domande di divisione dei coeredi, etc.etc. ). E' bene consultare, in merito, la norma regolatrice (art. 2934 c.c.).

Quanto conservare i documenti

Vediamo per quanto tempo si devono conservare alcuni dei piu' comuni documenti (dopo tale termine si e' prescritto il diritto del creditore).
A questo proposito occorre comunque ricordare che i tempi della prescrizione possono variare e/o allungarsi senza preavviso, come nel caso di leggi ad hoc o pronunciamenti di sentenze (come la sentenza n. 7662 del 19/07/1999 della Corte di Cassazione, per esempio, dove ha stabilito che le cartelle esattoriali relative a contravvenzioni, bollo auto e tributi vari possono arrivare fino al quarto mese successivo al termine di prescrizione).


Due mesi
Estratti conto bancari.

Sei mesi
Fatture degli alberghi, pensioni e ristoranti.

Un anno
Ricevute di operazioni bancarie.
Ricevute del pagamento di rate dell'assicurazione (un anno dalla scadenza).
Scontrini d'acquisto (se non e' applicabile la garanzia che dura 2 anni).
Ricevute dei trasporti di spedizionieri e trasportatori (un anno e mezzo se il trasporto inizia o finisce fuori dall'Europa).

Tre anni
Ricevute del bollo dell'auto (tre anni dalla scadenza, anche se l'auto e' stata venduta).
Ricevute delle parcelle professionali (avvocati-notai, etc...) (tre anni a partire dalla fine del rapporto).
Cambiali.

Quattro anni
Documentazione relativa a dichiarazioni dei redditi (fino alla scadenza del 4° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione).

Cinque anni
Ricevute dei pagamenti degli acquisti fatti a rate.
Acquisti e spese fatti tremite conto corrente (un'azienda ha 5 anni per richiedere pagamenti arretrati).
Ricevute delle bollette (luce, gas, telefono, etc. ...) se non sono state oggetto di controversia.
Ricevute dei versamenti Ifpef ed Iva (5 anni dall'anno successivo alla dichiarazione).
Ricevute delle multe stradali.
Ricevute ICI (dall'anno successivo a quello di pagamento).
Affitti e quote condominiali.

Dieci anni
Ricevute di bollette (luce, gas, telefono, etc. ...) se sono state oggetto di controversia.
Contratto di luce, gas, e telefono.
Ricevute del pagamento del Canone Rai.
Contributi della collaboratrice domestica.
Contributi previdenziali versati per 10 anni dall'inizio del trattamento pensionistico.
Tasse nettezza urbana.
Onorari artigiani (idraulico, elettricista, meccanico, imbianchino, etc...).

Per sempre
Ricevute di pagamento del mutuo (almeno fino all'estinzione).
Referti medici (lastre, ecografia, analisi del sangue, etc. ...).
Mappa catastale della casa.
Libretto di lavoro.
Contributi previdenziali INPS.
Lettere di assunzione e di licenziamento.
Diplomi scolastici.
Contratto d'affitto.
Buste paga.
Atto di proprieta' della casa.
Atto di compravendita della casa.
Atti notarili.
Documentazione relativa alla ristrutturazione della casa.
Atti di matrimonio.
Atti di divorzio.
Attestati.


NOTA: in ogni caso si consiglia di trattenere copia delle ricevute per almeno altri 2-3 anni oltre le scadenze indicate; questo in quanto rispetto a certi termini di prescrizione possono esserci ancora incertezze interpretative

Ultimo aggiornamento: 19/02/2003
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