Mohandas Karamchard Gandhi, detto Mahatma Gandhi

Mohandas Karamchard Gandhi, detto il Mahatma (in sanscrito significa Grande Anima, soprannome datogli dal poeta indiano Rabindranath Tagore), e' il fondatore della nonviolenza e il padre dell'indipendenza indiana.

Il nome Gandhi in lingua indiana significa droghiere: la sua famiglia in passato dovette esercitare per un breve periodo di tempo un piccolo commercio di spezie.

Mahatma Gandhi

Il suo impegno ha aiutato in maniera determinante lo stato indiano ad intraprendere il processo di indipendenza dalla Gran Bretagna, ispirando poi altri paesi colonizzati ad unirsi per la propria liberta' ed indipendenza, ponendo fine all'Impero Britannico e rimpiazzandolo con il Commonwealth.

Gandhi ha dimostrato che la forza di un singolo uomo puo' diventare la forza di un popolo intero. Non dobbiamo quindi disperare se ci sembra che poteri superiori vogliano decidere per noi e armarci la mano. Gandhi stesso, con le sue parole, ci incoraggia a cercare ... la propria strada e ... seguirla senza esitazioni e a non avere paura.

Il principio della satyagraha (vera forza) di Gandhi ha ispirato generazioni di attivisti democratici e contro il razzismo, inclusi Martin Luther King e Nelson Mandela. Gandhi era solito ripetere che i suoi valori erano semplici, tratti dall'induismo tradizionale: verita' (satya) e non-violenza (ahimsa).

Nota: Con il termine Satyagraha si indica il tipo di lotta nonviolenta praticata da Gandhi, Martin Luther King ed altri nella storia.
La parola deriva dai termini in sanscrito satya (verita'), la cui radice sat significa Essere, e Agraha (fermezza, forza).
Le traduzioni italiane che piu' si avvicinano al significato di Satyagraha sono vera forza, forza dell'amore o fermezza della verita'.
Il termine porta con se' l'idea di ahimsa, cioe' assenza di violenza, di danneggiamento. In Italia lo stesso concetto e' meglio conosciuto con il nome di Nonviolenza.

Biografia di Gandhi

Gandhi nasce il 2 ottobre 1869 a Portbandar, Gujarat, in India.

Di origini benestanti, nelle ultime generazioni la sua famiglia ricopri' alcune cariche importanti nelle corti del Kathiawar, tanto che il padre Mohandas Kaba Gandhi era stato primo ministro del principe Rajkot. I Gandhi tradizionalmente erano di religione Vaishnava; appartenevano cioe' ad una setta Hindu' con particolare devozione per Vishnu'.

Mohandas karamchad Gandhi tra i dieci e i diciassette anni frequenta la Alfred High school del Kathiawar a Rajkot, dove il padre si era trasferito per ricoprire l'incarico di Primo ministro del locale principato.

Nel 1882, compiuti tredici anni, dopo due precedenti fidanzamenti sfumati per la morte precoce delle fanciulle prescelte dai suoi genitori, e da lui neppur conosciute, con un matrimonio combinato, secondo la tradizione indu', l'inconsapevole Gandhi sposa la coetanea Kasturbai Makanji, figlia di un mercante di stoffe, Gokuldas Makanji.

Terminata la Alfred High school frequenta l'universita' di Ahmrdabad e poi, il 4 Settembre 1888 dopo essersi imbarcato a Bombay, l'universita' di Londra, dove dopo tre anni si laurerea in giurisprudenza ottenendo l'abilitazione alla professione legale.

In questo periodo di vita londinese tenta ripetutamente di inserirsi nella societa' inglese, aspirando a diventare un gentleman, ma senza i risultati che si era preposto.
I tre anni trascorsi a Londra, pero', furono per Gandhi di lenta ed inconscia maturazione.
Si dedico' alla lettura di vari testi, anche di altre religioni, dai quali capi' che la rinuncia e' la forma piu' alta di religiosita' che un uomo possa esprimere.

Il 12 giugno del 1891, conseguita la laurea in Legge e divenuto avvocato, ritorna in India (a Bombay) a bordo del piroscafo Oceana. All'arrivo a Bombay lo attende una triste notizia: la madre era morta da qualche mese.

Grazie all'intercessione di suo fratello, Gandhi viene riammesso nella sua casta. Per sdebitarsi con i fratelli che avevano sostenuto le spese per i suoi studi, prova a praticare la professione di avvocato in Mumbai (citta' precedentemente conosciuta col nome di Bombay), riscuotendo pero' solo dei modesti successi, a causa della sua timidezza e della sua paura di parlare in pubblico.
Si accontenta quindi di scrivere prevalentemente ricorsi e petizioni.

Non essendo riuscito a sdebitarsi come avrebbe voluto, decide di partire per il Sud Africa per sbrigare un complicato affare legale per conto di una casa di commercio indiana, che gli avrebbe fruttato abbastanza da estinguere una buona parte del debito contratto con i fratelli.
Siamo nel 1893, quando si reca in Sud Africa a bordo del piroscafo Admiral con l'incarico di difendere l'azienda indiana Dada Abdulla & C. che commercia nel Natal.

Questo viaggio in Sud Africa, che si prospettava essere breve, durera' invece ventuno anni.

Qui si scontra con una realta' terribile, in cui migliaia di immigrati indiani erano vittime della segregazione razziale.
Gandhi fu costernato vedendo il prevalente diniego delle liberta' civili e dei diritti politici verso gli immigrati indiani ed incomincio' a protestare e a fare pressioni contro la discriminazione legale e razziale subita dagli indiani in Sudafrica.

Uno dei piu' citati incidenti dei suoi primi giorni in Sudafrica fu quello quando venne fisicamente buttato fuori da un treno alla stazione di viene sbattuto fuori dal treno alla stazione di Maritzburg, essendosi rifiutato di trasferirsi da una carrozza di prima classe, di cui possedeva regolarmente il biglietto, in una di terza perche' riservata ai bianchi.

A Johannesburg per colpa della sua razza non trova albergo.

L'indignazione per le discriminazioni razziali subite da lui e dai suoi connazionali da parte delle autorita' britanniche, lo spinsero alla lotta politica.

Spinto da un forte orgoglio convoca una riunione con la colonia indiana d'Africa, dove, per far si' che tale gente venga accettata dalla collettivita', esorta i commercianti ad essere il piu' onesti possibile, ad avere piu' cura della pulizia personale e a dimenticare le differenze di casta.
Si offre per impartire lezioni di inglese gratuitamente, in modo da istruire la gente che non lo conoscesse, per evitare imbrogli e raggiri vari.
Successivamente prende contatto con le autorita' ferroviarie con le quali raggiunge un patto per cui gli indiani, ben vestiti ed ordinati, potranno usufruire del servizio ferroviario di prima o seconda classe.

1894
Le capacita' imprenditoriali degli indiani, la concorrenzialita' dei loro prezzi, dovuta al loro stile di vita semplice, intimoriscono a tal punto il governo del Natal da indurlo ad approvare una serie di provvedimenti discriminatori per i lavoratori indiani che perdono il diritto di voto e, alla scadenza del contratto, devono ritornare in India oppure pagare una tassa annuale di tre sterline. Quest'ultima decisione viene giudicata dagli indiani troppo repressiva, perche' la tassa di tre sterline significa dare allo stato meta' dello stipendio annuale di un operaio a contratto.
Gandhi aiuta Balasundaram, un lavoratore a contratto picchiato dal suo datore di lavoro. Conquista, cosi', la stima dei lavoratori a contratto indiani.

Nel maggio 1894 fonda il Natal Indian Congress, una associazione per la difesa degli interessi indiani nell'unione Sudafricana.

1896
Gandhi torna in India per cercare appoggi alle sue teorie.

1899
L'11 ottobre 1899 scoppia la seconda guerra Boera, che terminera' nel 1902, combattuta in Sudafrica tra i britannici e i coloni di origine olandese (chiamati Boeri, Afrikaner o Voortrekker), e che posero fine alle due repubbliche indipendenti che questi avevano fondato. Durante la guerra Boera Gandhi organizza un corpo volontario di trecento barellieri indiani, per assistere i feriti e per persuadere gli inglesi sulla lealta' degli indiani all'impero britannico.

1903
Finita la guerra Boera, scoppia a Johannesburg una epidemia di peste ed egli si prodiga per assistere i colpiti, esponendo con gioia la vita per i suoi persecutori.

Gandhi, chiamato dai suoi compagni fratello Gandhi (Gandhi-bhai) e' ormai il leader degli indiani in Sudafrica.

1904
Sull'esempio di Tolstoi fonda a Phoenix, nei pressi di Durban, una colonia agricola, dove vi trasferisce la tipografia del giornale Indian Opinion fondato sempre nello stesso anno, in essa Gandhi riserva per se' i lavori piu' umili e faticosi. In questa colonia egli divide il terreno in appezzamenti di poco piu' di un ettaro, e vi insedia i suoi compagni di lotta; la regola della comunita' e' che ognuno deve guadagnarsi la vita con il lavoro dei campi.

La fattoria di Phoenix e' il primo modello di ashram in cui si pratica la poverta' volontaria, il lavoro manuale, la preghiera, in un regime di vita monastico.

1906
Gandhi decide di lottare per i diritti umani dei poveri indiani del Sudafrica. Si arruola volontario come barelliere nella guerra contro gli zulu. Al ritorno dalla guerra, ottenuto il consenso della moglie, fa voto di Brahamacharya, che prevede castita', autocontrollo delle passioni, dei pensieri, delle parole, dei desideri e dei bisogni.

Nell'agosto del 1906 il governo obbligo' tutti gli asiatici a munirsi di scheda di identita', a fornire le impronte digitali e a sottostare ad altre umilianti misure di polizia che li ponevano a livello di comuni criminali.

Gandhi organizza una campagna di non-obbedienza alla legge ingiusta (Black act). In questa circostanza egli elabora il termine satyagraha, che significa fermezza nella verita'.

Si realizzano scioperi, picchettaggi, boicottaggi, marce di protesta, molti vengono malmenati e rinchiusi in prigione. E' l'inizio del primo satyagraha.
Gandhi consiglio' ai satyagrahi di rifiutare di farsi schedare, se multati, non dovevano pagare l'ammenda, se processati dovevano deliberatamente dichiarare di aver violato le leggi ed andare in carcere senza opporre resistenza.

Facendo cosi' in breve le prigioni del Transvaal furono piene.
Nel 1907 fu arrestato anche Gandhi, che ricevette l'intimazione di lasciare il paese entro 48 ore; avendo disobbedito fu processato e chiese al giudice di accusarlo in modo tale da avere una pena superiore ai suoi compagni.

Mahatma si batte' per il riconoscimento dei diritti dei suoi compatrioti e dal 1906 lancia, a livello di massa, il suo metodo di lotta basato sulla resistenza non violenta, denominato anche Satyagraha: una forma di non-collaborazione radicale con il governo britannico, concepita come mezzo di pressione di massa.
Gandhi giunge all'uguaglianza sociale e politica tramite le ribellioni pacifiche e le marce.

1910
Un seguace di Gandhi, l'architetto Hermann Kallenbach, acquista una fattoria a pochi chilometri da Johannesburg e ne fa dono a Gandhi.
Gandhi fonda cosi' la Fattoria Tolstoj, un secondo ashram di 450 ettari a piu' di trenta chilometri da Johannesburg, che riproduce il modello di vita gia' sperimentato nella fattoria di Phoenix e che sara' riproposto da Gandhi anche per gli ashram in India.

1913
Il 6 novembre 1913, mentre conduceva una marcia di minatori indiani in Sudafrica fu nuovamente arrestato.

Alla fine il governo sudafricano fu costretto ad attuare importanti riforme a favore dei lavoratori indiani: eliminazione di parte delle vecchie leggi discriminatorie, riconoscimento ai nuovi immigrati della parita' dei diritti e validita' dei matrimoni religiosi.

1915
Essendosi ammalato di pleurite, Gandhi torna in India a Bombay dove circolano gia' da tempo fermenti di ribellione contro l'arroganza del dominio britannico, in particolare per la nuova legislazione agraria, che prevedeva il sequestro delle terre ai contadini in caso di scarso o mancato raccolto, e per la crisi dell'artigianato.
Diventa il leader del Partito del Congresso, partito che si batte per la liberazione dal colonialismo britannico.

Anche qui a Bombay le occasioni per manifestare le idee della non violenza e della disobbedienza civile non mancarono affatto, infatti il 30 marzo 1919 ha inizio, a Delhi, la prima grande campagna di satyaghara su scala nazionale per protestare contro le misure restrittive che gli inglesi imponevano sulla liberta' personale degli indiani, e che intendevano mantenere anche dopo la guerra.

1919
Nel marzo del 1919 prende il via a Delhi la prima grande campagna satyagraha di disobbedienza civile, che prevede il boicottaggio delle merci inglesi e il non-pagamento delle imposte, per protestare contro i Rowlatt Acts approvati il 18 marzo, le misure restrittive che gli inglesi imponevano sulla liberta' personale degli indiani e che intendevano mantenere anche dopo la guerra.

Gandhi oppone un movimento di disobbedienza civile che ha inizio il 6 aprile, con uno spettacolare hartal, uno sciopero generale della nazione con astensione di massa dal lavoro, accompagnato da preghiera e digiuno.

Gli aderenti a questa campagna furono invitati a firmare una formale dichiarazione redatta dallo stesso Gandhi, in cui si impegnavano a disobbedire nel caso in cui queste leggi venissero applicate. Poiche' Gandhi proclamo' il satyagraha un processo di auto purificazione sacra si decise di sospendere il lavoro in tutta l'India per un giorno dedicando tale giornata al digiuno e alla preghiera.

Tale processo pero' non ottenne i risultati che ci si aspettava, anzi ebbero l'effetto contrario.
Inizia la repressione degli indiani da parte degli inglesi. Gandhi viene arrestato per aver venduto copie di pubblicazioni sediziose. Scoppiano disordini in tutta l'India. Particolarmente feroce e' la repressione ad Amritsar (30 marzo) da parte del generale Edward H. Dyer, che apre il fuoco su una folla radunata per un comizio al Jalianwala Bagh uccidendo trecento persone e ferendone circa un migliaio.

Gandhi fa autocritica, sospende subito la campagna satyagraha, ed ammette di aver commesso un errore di proporzioni himalayane avendo voluto spingere gli indiani alla disobbedienza civile, senza un'adeguata educazione alla nonviolenza, al senso del dovere e del rispetto della legalita'.

Cosi' con un atto di grande coraggio il 18 aprile, Gandhi, non curante delle proteste degli estremisti, ordina la sospensione del movimento.

Nello stesso anno, Gandhi assume la direzione di un settimanale in lingua inglese YOUNG INDIA e di un mensile in gujerati NAVAJIVAN (letteralmente Niova Vita) per diffondere le sue idee.
Con Young India e Navajivan Gandhi s'impegna ad educare gli indiani al satyagraha, alla filatura con l'arcolaio e tessitura a mano del khadi.

1920
Gandhi prende le difese del Califfato musulmano. Gli indu' e i musulmani si schierano a sostegno del Califfato promuovendo una campagna di non cooperazione con gli inglesi (e' il 1 agosto). Si boicottano le scuole e le universita', i tribunali, si rassegnano le dimissioni dagli incarichi pubblici, si restituiscono medaglie ed onorificenze.
Al Congresso Nazionale indiano Gandhi ottiene l'approvazione del suo programma di non collaborazione.

L'Inghilterra deve accondiscendere alle richieste sul Califfato ed operare una riparazione per la strage di Amritsar. Ha inizio il celebre boicottaggio delle stoffe inglesi. Gandhi a Bombay partecipa ad un grande falo' di tessuti britannici. Per rispondere alla crescente poverta' degli indiani ed alla schiavitu' economica imposta dagli inglesi, egli propone alla nazione la produzione casalinga del tradizionale khadi, tessuto filato a mano con l'arcolaio (charka). Ogni indiano dovra' indossare solo abiti di tessuto fatto a mano prodotto in India. Il filatoio a mano e' per Gandhi la soluzione alla poverta' causata dalla disoccupazione invernale dei contadini indiani.

1921
Prende il via la seconda grande campagna satyagraha di disobbedienza civile per rivendicare il diritto all'indipendenza.
Gandhi e' oramai il leader indiscusso dell'India, il padre della Nazione, il Mahatma, investito dal Congresso indiano di sovranita' assoluta e dittatoriale. Al suono dello slogan Mahatma Gandhi ki jay (Viva il Mahatma Gandhi), egli indice nella provincia di Bardoli la disobbedianza totale, con l'obiettivo, in caso di successo, di estenderla successivamente a tutta l'India, arrivando fino al rifiuto di pagare le tasse.
Incarcerato, rilasciato, Gandhi partecipa alla Conferenza di Londra sul problema indiano, chiedendo l'indipendenza del suo paese.

1922
L'azione di disobbedienza civile era appena iniziata quando a Chauri Chaura un corteo di manifestanti, provocato dalla polizia inglese, reagisce furibondo massacrando e ardendo vivi ventidue poliziotti. Gandhi, profondamente deluso dall'immaturita' del popolo indiano, interrompe la campagna di disobbedienza civile e digiuna per cinque giorni. E' arrestato e sottoposto a processo con l'accusa di sedizione. Gandhi si dichiara colpevole chiedendo il massimo della pena. E' condannato a sei anni di reclusione, ma restera' nel carcere di Yeravda per due anni.

1925
Inizia a scrivere la sua autobiografia Storia dei miei esperimenti con la verita'.
Fonda l'Associazione Panindiana dei filatori (All-India Spinners' Association).

Gandhi abbandona per un anno la scena politica e decide di passare l'intero anno in silenzio e raccoglimento.
Rompe il silenzio e percorre i villaggi occupandosi delle problematiche sociali dell'India e predicando l'autosufficienza e l'uso del khadi.
Decide di eleggere il lunedi' a giorno di silenzio assoluto.

Elabora il Programma Costruttivo, con il quale intende rivoluzionare dal basso e operare la riforma spirituale della societa' indiana, come presupposto fondamentale all'indipendenza politica.
Il Programma Costruttivo si articola in:
- Riconciliazione tra indu' e musulmani
- abolizione dell'intoccabilita'
- filatura a mano dei tessuti
- promozione dell'industria di villaggio
- nuovo metodo di educazione alla nonviolenza di bambini ed adulti
- conservazione ed uso della lingua nazionale
- uguaglianza economica
- allenamento psico-fisico della persona
- lotta contro l'alcolismo e le droghe
- valorizzazione delle donne.

1928
Nella citta' di Bardoli il satyagraha riprende con il rifiuto, in quella regione, di pagare l'aumento delle tasse del 22 per cento. La popolazione resiste ai sequestri dei beni. Si tiene un hartal di protesta. Alla fine il governo cede ed annulla l'aumento delle tasse.

1929
Il governo inglese presieduto dal laburista Ramsay MacDonald boccia la proposta del vicere' Lord Irwing di conferire all'India lo status di Dominion. Il Congresso presieduto da Jawaharlal Nehru (il Pandit Nehru), di casta bramina, eletto su indicazione di Gandhi, approva il documento che dichiara il Purna Swaraj, l'indipendenza completa.

1930
E' la terza campagna di resistenza. La mattina del 12 marzo 1930 seguito da degli studenti si diresse, a piedi, verso la costa per fabbricare qualche grammo di sale in spregio al monopolio.
Per ogni villaggio in cui egli passava si aggiungeva sempre piu' gente, per lo piu' contadini. Il 5 aprile Gandhi raggiunse il mare a Danni dove in mezzo ad una folla che lo acclamava raccolse qualche grammo di sale; da qui iniziarono i moti del sale: disobbedienza contro la tassa sul sale, la piu' iniqua perche' colpiva soprattutto le classi povere. La campagna si allarga con il boicottaggio dei tessuti provenienti dall'estero.

Gandhi fu arrestato e la direzione della campagna fu assunta dalla moglie, ma venne arrestata anch'essa; succedettero a quest'ultima molti altri capi ma vennero tutti arrestati ed in poco tempo le prigioni furono di nuovo piene (50.000 persone).
Gandhi rispondeva a questi continui arresti con lunghi scioperi della fame.

1931
Il 25 gennaio 1931 Gandhi ed altri membri dell'esecutivo del congresso vennero liberati senza condizioni; e al termine di una serie di colloqui tra il vicere' e Gandhi, nel febbraio-marzo 1931 fu raggiunto un accordo definito patto Irwin-Gandhi per cui il Governo britannico modificava le leggi sul monopolio del sale, liberava i detenuti politici e revocava le ordinanze speciali ed i procedimenti pendenti ed il Congresso in cambio accettava di partecipare alla Conferenza della Tavola Rotonda, nella quale fu raggiunto un vago accordo sulle linee generali della nuova costituzione.

I mussulmani pero' spingevano affinche' si creasse uno stato mussulmano separato dall'India, formato dalle province in maggioranza mussulmane.

1932
Tornato in India dopo il fallimento della Conferenza, viene nuovamente arrestato. Nella prigione di Yeravda, Gandhi intraprende un digiuno ad oltranza per protestare contro il provvedimento del governo MacDonnald che istituisce elettorati separati per gli intoccabili e per chiedere indirettamente alla nazione di eliminare l'intoccabilita'. Gandhi e' sul punto di morire quando il governo inglese revoca il provvedimento degli elettorati separati. E' la fine di quello che sara' ricordato come il digiuno epico di Gandhi durato sei giorni.

1934
Si ritira dalla vita politica, per lui ormai svuotata di senso. La sua missione ora non e' l'indipendenza, bensi' la riforma spirituale dell'India. Cammina per l'India esortando al rifiuto dell'intoccabilita', all'autosufficienza dei villaggi, alla riforma della vita quotidiana. Fonda l'Associazione Panindiana delle industrie di villaggio. Si stabilisce in un villaggio vicino Wardha, nel centro dell'India, che chiamera' Sevagram (villaggio di servizio); un villaggio rispondente ai principi espressi nel Programma Costruttivo.
Gandhi scampa ad un attentato dinamitardo contro la vettura che precedeva la sua, rimanendo illeso.
Digiuna per la causa degli harijan.

1937
Convoca e presiede a Wardha una Conferenza nella quale illustra il suo progetto di riforma dell'educazione fondata sul lavoro manuale, il Nai Talim.

1939
Siamo ormai alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, il governo britannico, che non poteva affrontare anche il problema dell'India visto che la maggior parte delle forze erano impegnate nel conflitto mondiale, lascio' irrisolta la questione tra mussulmani e indiani, provvedendo con Churchill nell'agosto del 1940 ad un trasferimento immediato dei poteri ad un governo provvisorio indiano.

Nessun tentativo di riprendere colloquio fu tentato fino alla fine della guerra.

Gandhi decide allora di non sostenere l'Inghilterra se questa non garantira' all'India l'indipendenza piena. Il governo britannico reagisce con l'arresto di oltre 60.000 oppositori e dello stesso Gandhi, che e' rilasciato dopo due anni.

E' il 13 aprile 1942 quando Gandhi conia lo slogan per il nuovo satyagraha: Quit India, Via dall'India! Il Mahatma invita alla ribellione nonviolenta totale. Seguono grandi manifestazioni di protesta. Gandhi con altri leader del Congresso e' arrestato. Trascorrera' due anni in carcere nel palazzo dell'Aga Khan a Pune.

Nel carcere di Pune, il 22 febbraio 1944 muore Kasturbai, la moglie di Gandhi, dopo un digiuno di protesta.
Sempre nello stesso anno, Gandhi viene scarcerato per problemi di salute: e' ammalato gravemente di malaria e di dissenteria.

1947
Il 15 agosto 1947 l'India conquista l'indipendenza, ma dovette spaccarsi in due stati distinti: il Pakistan e L'Unione Indiana. Per definire i confini vennero istituite due commissioni miste ma che stentavano a raggiungere un accordo, questa situazione tesa e complicata scateno' un guerra tra mussulmani ed hindu' che alla fine del 1947 contava gia' un milione di morti e 5 milioni di profughi circa.

A Calcutta il 1 settembre del 1947 digiuna nel tentativo di bloccale l'ondata di follia e di violenza, riuscendo a fermare le atrocita' in quattro giorni.

A Delhi il 13 gennaio del 1948 intraprende un digiuno fino alla morte.
Ancora una volta il Mahatma con il suo digiuno riesce a fermare i massacri (18 gennaio).

L'atteggiamento moderato di Gandhi sul problema della divisione del paese suscita l'odio di un fanatico indu', Nathuram Godse', che lo uccide il 30 gennaio 1948 con tre colpi di pistola, durante un incontro di preghiera nella Birla House di Delhi.

Gandhi riverso per terra spira pronunciando il nome di Dio (Hej, Rama!, Oh, Dio!).
Il suo corpo viene cremato e le sue ceneri disperse ad Allahabad nelle acque del fiume Gange.

Il pensiero di Gandhi

A) Autodeterminazione dei popoli: Gandhi riteneva fondamentale il fatto che gli indiani potessero decidere come governare il loro paese, perche' la miseria nella quale si trovava dipendeva dallo sfruttamento delle risorse da parte dei colonizzatori britannici.

B) Nonviolenza: e' necessario precisare che tale precetto non si ferma ad una posizione negativa (non essere causa di male agli altri) ma possiede in se' la carica positiva della benevolenza universale e diventa l'amore puro comandato dai sacri testi dell'Induismo, dai Vangeli e dal Corano. La nonviolenza e' quindi un imperativo religioso prima che un principio dell'azione politico-sociale.
Il Mahatma rifiuta la violenza come strategia di lotta in quanto la violenza suscita solamente altra violenza. Di fronte ai violenti e agli oppressori, pero', non e' passivo, anzi. Egli propone una strategia che consiste nella resistenza passiva, il non reagire, in altre parole, alle provocazioni dei violenti, e nella disobbedienza civile, vale a dire il rifiuto di sottoporsi a leggi ingiuste.
La mia non-cooperazione non nuoce a nessuno; e' non-cooperazione con il male, ... portato a sistema, non con chi fa il male (Gandhi, Gandhi Parla di Stesso, p.128).

C) Tolleranza religiosa: ... il mio piu' intimo desiderio dice Ghandhi ... e' di realizzare la fratellanza ... tra tutti gli uomini, indu', musulmani, cristiani, parsi e ebrei (Gandhi, Gandhi Parla di Se Stesso, p.83).
Gandhi sognava la convivenza pacifica e rispettosa dei tantissimi gruppi etnici e delle diverse professioni religiose presenti in India. Queste erano delle ricchezze che dovevano convivere e non dividere politicamente la nazione. Purtroppo, gli eventi non andarono come sperava Gandhi.

Gandhi spiega la sua filosofia e il suo stile di vita nella sua autobiografia La storia dei miei esperimenti con la verita' e in Gandhi Parla di Se Stesso.



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Ultimo aggiornamento: 04/10/2006
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