
"Sono nato a Santarcangelo di Romagna nel 1920.
Un'infanzia con le strade di terra battuta e le siepi con piccoli uccelli. Sono stato un grande cacciatore di lucertole e me ne vergogno. Ho studiato al mio paese, a Forlimpopoli e a Urbino dove c'erano dei professori eccezionali.
Mia madre era analfabeta. Le ho insegnato a scrivere. Ho letto il suo testamento nella casupola sulla sponda del fiume Uso, dove eravamo sfollati al tempo del fronte. Cosi' era scritto sul foglio nascosto nell'astuccio di cartone dei suoi occhiali da vista:
Lasio tutti i miei beni a mio marito da fare tutto quello che vole.
Carabini Penelope"
Cosi' recita un passo della breve autobiografia pubblicata nel volume
Tonino Guerra, a cura del Dicastero Cultura Rep. S. Marino, Maggioli editore, Rimini, 1985 e successivamente integrata dall'autore stesso.
Tonino Guerra, e' poeta e sceneggiatore di fama internazionale, nasce a Santarcangelo di Romagna il 16 Marzo 1920.
Nei primi anni '50 si trasferisce a Roma dove prende avvio la sua folgorante carriera di sceneggiatore. Resta nella capitale fino al 1984 quando fa ritorno in Romagna. Dopo un breve periodo trascorso nella sua citta' natale sceglie come dimora
Pennabilli, nel Montefeltro.
Inizia a comporre versi in lingua romagnola durante la prigionia nel campo di concentramento di Troisdorf in Germania, parte di quelle poesie in lingua romagnola vengono raccolte nel primo libro
I scarabocc del 1946, a firma Antonio Guerra con la prefazione di Carlo Bo. Segue la raccolta
I bu, con introduzione di Gianfranco Contini, che segna una svolta nella poesia italiana e lo proietta tra i grandi della poesia.
Nella collana
I Gettoni di Einaudi curata da Elio Vittorini, pubblica nel 1952 il racconto La storia di Fortunato.
Le sue prime sceneggiature nascono per i film
Un ettaro di cielo, di Aglauco Casadio che uscira' nel 1957 e
Uomini e lupi, di Giuseppe De Santis, che uscira' nel 1956.
Da quel momento si dedica con continuita' all'attivita' di sceneggiatore e lavora con i piu' grandi registi del nostro tempo, tra questi Elio Petri, Franco Indovina, Vittorio De Sica, Damiano Damiani, Mauro Bolognini, Mario Monicelli, Franco Giraldi, Alberto Lattuada, Paolo e Vittorio Taviani, Marco Bellochhio, Francesco Rosi, Federico Fellini, Theo Anghelopulos, Andrej Tarkovskij, Michelangelo Antonioni.
Con Michelangelo Antonioni firma nel 1959
L'avventura e inizia un sodalizio artistico che continua ancora oggi. Ultimo lavoro insieme l'episodio
Il filo pericoloso delle cose del film
Eros presentato al Festival di Venezia nel 2004.
Nel 1973 esce
Amarcord, vincitore del Premio Oscar, prima sceneggiatura scritta per Federico Fellini, con cui realizzera' anche
E la nave va nel 1983,
Ginger e Fred nel 1985. Ma con Fellini lavora anche alla preparazione delle sceneggiature di
Prova d'orchestra e
Casanova.
Le sue sceneggiature incontrano anche la televisione, che lo vede collaborare al teatro televisivo e ad alcuni sceneggiati.
Intanto continua la sua attivita' poetica e letteraria che abbraccia anche il teatro: la sua produzione e' vastissima, punteggiata dal conferimento di significativi premi, tra cui il Premio Pirandello.
La raccolta
I bu (Rizzoli, 1972), curata da Gianfranco Contini, rappresenta la svolta per la poesia dialettale che assume grazie agli stilemi da lui introdotti grande dignita' e la nuova dialettalita' assurge a lingua della poesia senza piu' distinzioni ne' categorizzazioni. Si apre con lui la nuova stagione dei neodialettali, che si congeda da ogni forma di municipalismo. Pubblica con Bompiani, con Rizzoli e da' avvio con
Il miele, nel 1981, alla stagione dei poemi pubblicati dalla Maggioli Editore di Santarcangelo, che ristampa anche le sue precedenti raccolte e i racconti.
Guerra ha pubblicato per la Maggioli:
Il Miele (1981),
L'Aquilone.
Una Favola senza tempo (1982, con Antonioni),
La Capanna (1985),
Il Viaggio (1986),
Il Libro delle chiese abbandonate (1988),
L'orto d'Eliseo (1989); per la Bompiani dal 1967 al 1978:
L'equilibrio,
L'uomo parallelo,
I cento uccelli,
Il Polverone (edito nel 1992 anche da Maggioli); per la Rizzoli (la sua opera poetica dialettale e' riunita nel volume
I Bu del 1972)...
E' artista a tutto tondo e si dedica alla pittura, alla scultura e all'ideazione artistica realizzando allestimenti, installazioni, mostre, parchi, fontane, in cui trasferisce la sua sconfinata creativita' e genialita'.
Coronano la sua feconda carriera, carica di tanti prestigiosi riconoscimenti, il Premio De Sica e l'Oscar Europeo del Cinema conferitogli dall'European Film Academy, nel Dicembre del 2002. Nello stesso anno il Presidente della Repubblica lo nomina Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Viene piu' volte premiato per gli spot pubblicitari ideati in questi ultimi anni, imitatissimo il suo motto sull'ottimismo. Riceve nel novembre 2004 il riconoscimento quale Miglior sceneggiatore europeo, assegnatogli a Strasburgo, capitale della nuova Europa, dall'Unione sceneggiatori europei.
Tonino Guerra dal 1989 vive e lavora a
Pennabilli, centro del Montefeltro che per l'amore dimostrato nei confronti di questo territorio gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Qui ha dato vita a numerose installazioni artistiche. Si tratta di insoliti
giardini-museo e mostre permanenti che vanno sotto il nome de
I Luoghi dell'anima. Tra di essi
l'Orto dei frutti dimenticati,
il Rifugio delle Madonne abbandonate,
la Strada delle meridiane,
il Santuario dei pensieri,
l'Angelo coi baffi,
il Giardino pietrificato.