Gli istituti di credito e le finanziarie hanno accesso a particolari banche dati, che hanno il compito di monitorare l'affidabilita' dei clienti.
In queste banche dati sono custoditi i nominativi di persone ed enti che hanno subito un protesto o comunque risultano cattivi pagatori.
Se si scopre di essere finiti in un elenco di pagatori indesiderati occorre muoversi con sollecitudine, altrimenti ogni cosa che si fara' o chiedera' (es. l'aperetura di un conto corrente, la richiesta di un finanziamento, l'emissione di un assegno, etc. ...) ci potra' essere rifiutata perche' non affidabili: vediamo che fare.
Finire in una banca dati
Se ci viene detto di essere un "cattivo pagatore", chiedete alla banca (o ente, o finanziaria, etc. ...) dove vi siete rivolti di indicarvi l'archivio da cui hanno tratto questa informazione e provvedete immediatamente ad inviargli una raccomandata con ricevuta di ritorno dove chiedete di essere informati sull'esistenza dei vostri dati nei loro archivi (vedere fac-simile per l'
esercizio del diritto d'informazione).
Se i dati non sono veritieri, o sono solo in parte veri e' possibile rettificarli o integrarli (per esempio spiegando di aver pagato con un solo giorno di ritardo per una svista, etc. ...) inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno all'ente che detiene i vostri dati (vedere fac-simile per la
richiesta di rettifica dei dati).
Finire nei protesti
La Legge n. 235 del 18/08/2000 ha concesso piu' tempo per pagare e cancellare il protesto: non piu' 60 giorni ma 12 mesi, quindi:
se si e' stati protestati per una cambiale:
per essere cancellati bisogna presentare una domanda al Presidente della competente Camera di Commercio (il modulo della domanda viene rilasciato dalla stessa Camera di Commercio).
Il Presidente, una volta ricevuta la domanda, provvedera' entro 20 giorni ad accogliere l'istanza e a disporre la cancellazione definitiva dal registro informatico dei protesti (con la cancellazione il protesto si considerera' come mai avvenuto).
In caso di rigetto della domanda l'interessato potra' ricorrere all'autorita' giudiziaria ordinaria (anche al
Giudice di Pace del luogo dove risiede il protestato).
Trascorso piu' di un anno dal protesto si perde il diritto alla cancellazione, ma sara' comunque possibile richiedere (sempre al Presidente della Camera di Commercio) l'annotazione di "pagamento tardivo".
Se si e' stati protestati per un assegno:
a meno che non si dimostri di essere stati protestati per errore, non e' possibile chiederne la cancellazione, anche avendo pagato entro i 12 mesi; si potra' soltanto richiedere l'annotazione di "tardivo pagamento".
Si dovra' anche richiedere al Presidente del Tribunale competente la "riabilitazione" a emettere assegni. Questa sara' concessa solamente se e' trascorso almeno un anno dal protesto, e che non si siano subiti ulteriori protesti. Ottenuta la "riabilitazione" l'ex protestato potra' presentare domanda per ottenere la cancellazione dal registro dei protesti al Presidente della Camera di Commercio, che avra' 20 giorni di tempo per disporre la cancellazione definitiva.