Le compagnie d'assicurazione che emettono polizze del ramo vita (polizze di risparmio, caso morte, miste, ….) hanno ricevuto una circolare dall'
ISVAP (l'authority delle assicurazioni) che raccomanda loro determinati comportamenti. Il limite del provvedimento e' legato al fatto che l'ISVAP non ha poteri sanzionatori. Tuttavia, se dovete reclamare con la vostra compagnia, potete richiamare questa circolare: e' la 403d, in vigore dal 30 giugno 2000. Questi i principali punti.
Spesso le compagnie non rispondono all'assicurato che chiede informazioni su somme di denaro che gli spettano. L'ISVAP stabilisce che la richiesta deve essere esaudita entro 10 giorni. Per questo vi consigliamo di usare mezzi in grado di certificare la data in cui avete inoltrato la richiesta: lettera raccomandata, fax, email.
Quando incassa il capitale, la rendita o il riscatto, l'assicurato non ottiene quasi mai spiegazioni su come si sia arrivati a quel valore. L'ISVAP stabilisce che al contraente debbano essere forniti i dati e i calcoli che hanno portato all'importo liquidato.
Per guadagnare tempo (e interessi) o addirittura scoraggiare gli assicurati dal richiedere somme a loro dovute, alcune compagnie non chiariscono nel contratto quali documenti debbano essere presentati e danno informazioni col contagocce, per cui l'assicurato e' costretto ad andare piu' volte in agenzia. L'ISVAP, gia' da qualche anno, ha chiesto alle compagnie di indicare una volta per tutte nei contratti quali sono i documenti necessari, ma la richiesta e' caduta nel vuoto. Oggi l'authority per le assicurazioni ci riprova, con mano piu' pesante: oltre ad adeguare i contratti, le compagnie devono comunicare ai vecchi assicurati la lista dei documenti da portare al momento della riscossione; l'ISVAP segnala inoltre l'inutilita' di alcuni documenti tipo il certificato di nascita, quello di esistenza in vita e l'ultima quietanza di pagamento.
Le compagnie devono informare l'assicurato della scadenza del contratto con almeno un mese di anticipo.
All'ISVAP sono giunti reclami per le polizze caso morte che pagano il capitale soltanto alla persona indicata come beneficiaria della polizza, la quale potrebbe anche non sapere di essere indicata come tale. Se si aggiunge che la legge sulla privacy ostacola la comunicazione dei dati dell'assicurato, non e' raro che si scopra un credito nei confronti di una compagnia con molto ritardo. Il problema e' che la legge indica in un anno il termine di prescrizione dalla morte dell'assicurato e vieta che si possa pattuire un termine superiore. Per cui va a finire che la compagnia si tiene i soldi, nonostante i premi pagati. L'ISVAP non puo' certo cambiare la legge, per cui si limita a raccomandare alle compagnie un comportamento ragionevole. Per evitare problemi, il consiglio, per chi ha sottoscritto una polizza caso morte, e' di informarne i beneficiari.