Introduzione
L'Historia si puo' veramente deffinire una guerra illustre contro il Tempo, perche' togliendoli di mano gl'anni suoi prigionieri, anzi gia' fatti cadaueri, li richiama in vita, li passa in rassegna, e li schiera di nuovo in battaglia. Ma gl'illustri Campioni che in tal Arringo fanno messe di Palme e d'Allori, rapiscono solo che le sole spoglie piu' sfarzose e brillanti, imbalsamando co' loro inchiostri le Imprese de Prencipi e Potentati, e qualificati Personaggj, e trapontando coll'ago finissimo dell'ingegno i fili d'oro e di seta, che formano un perpetuo ricamo di Attioni gloriose ... [
continua Introduzione]
Capitolo I
Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte ... [
continua Capitolo 01]
Capitolo II
Si racconta che il principe di Conde' dormi' profondamente la notte avanti la giornata di Rocroi: ma, in primo luogo, era molto affaticato; secondariamente aveva gia' date tutte le disposizioni necessarie, e stabilito cio' che dovesse fare, la mattina. Don Abbondio in vece non sapeva altro ancora se non che l'indomani sarebbe giorno di battaglia; quindi una gran parte della notte fu spesa in consulte angosciose ... [
continua Capitolo 02]
Capitolo III
Lucia entro' nella stanza terrena, mentre Renzo stava angosciosamente informando Agnese, la quale angosciosamente lo ascoltava. Tutt'e due si volsero a chi ne sapeva piu' di loro, e da cui aspettavano uno schiarimento, il quale non poteva essere che doloroso: tutt'e due, lasciando travedere, in mezzo al dolore, e con l'amore diverso che ognun d'essi portava a Lucia ... [
continua Capitolo 03]
Capitolo IV
Il sole non era ancor tutto apparso sull'orizzonte, quando il padre Cristoforo usci' dal suo convento di Pescarenico, per salire alla casetta dov'era aspettato. Pescarenico una terricciola, sulla riva sinistra dell'Adda, o vogliam dire del lago, poco discosto dal ponte: un gruppetto di case, abitate la piu' parte da pescatori, e addobbate qua e la' di tramagli e di reti tese ad asciugare. Il convento era situato ... [
continua Capitolo 04]
Capitolo V
Il qual padre Cristoforo si fermo' ritto sulla soglia, e, appena ebbe data un'occhiata alle donne, dovette accorgersi che i suoi presentimenti non eran falsi. Onde, con quel tono d'interrogazione che va incontro a una trista risposta, alzando la barba con un moto leggiero della testa all'indietro, disse: - ebbene? - Lucia rispose con uno scoppio di pianto. La madre cominciava a far le scuse d'aver ... [
continua Capitolo 05]
Capitolo VI
In che posso ubbidirla? - disse don Rodrigo, piantandosi in piedi nel mezzo della sala. Il suono delle parole era tale; ma il modo con cui eran proferite, voleva dir chiaramente: bada a chi sei davanti, pesa le parole, e sbrigati ... [
continua Capitolo 06]
Capitolo VII
Il padre Cristoforo arrivava nell'attitudine d'un buon capitano che, perduta, senza sua colpa, una battaglia importante, afflitto ma non scoraggito, sopra pensiero ma non sbalordito, di corsa e non in fuga, si porta dove il bisogno lo chiede, a premunire i luoghi minacciati, a raccoglier le truppe, a dar nuovi ordini ... [
continua Capitolo 07]
Capitolo VIII
Carneade! Chi era costui? " ruminava tra se don Abbondio seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo aperto davanti, quando Perpetua entro' a portargli l'imbasciata. " Carneade! questo nome mi par bene d'averlo letto o sentito; doveva essere un uomo di studio, un letteratone del tempo antico: e' un nome di quelli; ma chi diavolo era costui? " Tanto il pover'uomo ... [
continua Capitolo 08]
Capitolo IX
L'urtar che fece la barca contro la proda, scosse Lucia, la quale, dopo aver asciugate in segreto le lacrime, alzo' la testa, come se si svegliasse. Renzo usci' il primo, e diede la mano ad Agnese, la quale, uscita pure, la diede alla figlia; e tutt'e tre resero tristamente grazie al barcaiolo. - Di che cosa? - rispose quello: - siam quaggiu' per aiutarci l'uno con l'altro, - e ritiro' la mano, quasi con ribrezzo, come se ... [
continua Capitolo 09]
Capitolo X
Vi son de' momenti in cui l'animo, particolarmente de' giovani, e' disposto in maniera che ogni poco d'istanza basta a ottenerne ogni cosa che abbia un'apparenza di bene e di sacrifizio: come un fiore appena sbocciato, s'abbandona mollemente sul suo fragile stelo, pronto a concedere le sue fragranze alla prim'aria che gli aliti punto d'intorno. Questi momenti, che si dovrebbero dagli altri ammirare ... [
continua Capitolo 10]
Capitolo XI
Come un branco di segugi, dopo aver inseguita invano una lepre, tornano mortificati verso il padrone, co' musi bassi, e con le code ciondoloni, cosi', in quella scompigliata notte, tornavano i bravi al palazzotto di don Rodrigo. Egli camminava innanzi e indietro, al buio, per una stanzaccia disabitata dell'ultimo piano, che rispondeva sulla spianata. Ogni tanto si fermava, tendeva l'orecchio, guardava dalle ... [
continua Capitolo 11]
Capitolo XII
Era quello il second'anno di raccolta scarsa. Nell'antecedente, le provvisioni rimaste degli anni addietro avevan supplito, fino a un certo segno, al difetto; e la popolazione era giunta, non satolla ne' affamata, ma, certo, affatto sprovveduta, alla messe del 1628, nel quale siamo con la nostra storia. Ora, questa messe tanto desiderata riusci' ancor piu' misera della precedente, in parte per maggior contrarieta' ... [
continua Capitolo 12]
Capitolo XIII
Lo sventurato vicario stava, in quel momento, facendo un chilo agro e stentato d'un desinare biascicato senza appetito, e senza pan fresco, e attendeva, con gran sospensione, come avesse a finire quella burrasca, lontano pero' dal sospettar che dovesse cader cosi' spaventosamente addosso a lui. Qualche galantuomo precorse di galoppo la folla, per avvertirlo di quel che gli sovrastava. I servitori ... [
continua Capitolo 13]
Capitolo XIV
La folla rimasta indietro comincio' a sbandarsi, a diramarsi a destra e a sinistra, per questa e per quella strada. Chi andava a casa, a accudire anche alle sue faccende; chi s'allontanava, per respirare un po' al largo, dopo tante ore di stretta; chi, in cerca d'amici, per ciarlare de' gran fatti della giornata. Lo stesso sgombero s'andava facendo dall'altro sbocco della strada, nella quale la gente resto' ... [
continua Capitolo 14]
Capitolo XV
L'oste, vedendo che il gioco andava in lungo, s'era accostato a Renzo; e pregando, con buona grazia, quegli altri che lo lasciassero stare, l'andava scotendo per un braccio, e cercava di fargli intendere e di persuaderlo che andasse a dormire. Ma Renzo tornava sempre da capo col nome e cognome, e con le gride, e co' buoni figliuoli. Pero' quelle parole: letto e dormire, ripetute al suo orecchio ... [
continua Capitolo 15]
Capitolo XVI
Scappa, scappa, galantuomo: li' c'e' un convento, ecco la' una chiesa; di qui, di la', - si grida a Renzo da ogni parte. In quanto allo scappare, pensate se aveva bisogno di consigli. Fin dal primo momento che gli era balenato in mente una speranza d'uscir da quell'unghie, aveva cominciato a fare i suoi conti, e stabilito, se questo gli riusciva, d'andare senza fermarsi, fin che non fosse fuori, non ... [
continua Capitolo 16]
Capitolo XVII
Basta spesso una voglia, per non lasciar ben avere un uomo; pensate poi due alla volta, l'una in guerra coll'altra. Il povero Renzo n'aveva, da molte ore, due tali in corpo, come sapete: la voglia di correre, e quella di star nascosto: e le sciagurate parole del mercante gli avevano accresciuta oltremodo l'una e l'altra a un colpo. Dunque la sua avventura aveva fatto chiasso; dunque lo volevano a ... [
continua Capitolo 17]
Capitolo XVIII
Quello stesso giorno, 13 di novembre, arriva un espresso al signor podesta' di Lecco, e gli presenta un dispaccio del signor capitano di giustizia, contenente un ordine di fare ogni possibile e piu' opportuna inquisizione, per iscoprire se un certo giovine nominato Lorenzo Tramaglino, filatore di seta, scappato dalle forze praedicti egregii domini capitanei, sia tornato, palam vel clam, al suo paese, ignotum ... [
continua Capitolo 18]
Capitolo XIX
Chi, vedendo in un campo mal coltivato, un'erbaccia, per esempio un bel lapazio, volesse proprio sapere se sia venuto da un seme maturato nel campo stesso, o portatovi dal vento, o lasciatovi cader da un uccello, per quanto ci pensasse, non ne verrebbe mai a una conclusione. Cosi' anche noi non sapremmo dire se dal fondo naturale del suo cervello, o dall'insinuazione d'Attilio, venisse al conte zio ... [
continua Capitolo 19]
Capitolo XX
Il castello dell'innominato era a cavaliere a una valle angusta e uggiosa, sulla cima d'un poggio che sporge in fuori da un'aspra giogaia di monti, ed e', non si saprebbe dir bene, se congiunto ad essa o separatone, da un mucchio di massi e di dirupi, e da un andirivieni di tane e di precipizi, che si prolungano anche dalle due parti. Quella che guarda la valle e' la sola praticabile; un pendi'o piuttosto erto, ma ... [
continua Capitolo 20]
Capitolo XXI
La vecchia era corsa a ubbidire e a comandare, con l'autorita' di quel nome che, da chiunque fosse pronunziato in quel luogo, li faceva spicciar tutti; perche' a nessuno veniva in testa che ci fosse uno tanto ardito da servirsene falsamente. Si trovo' infatti alla Malanotte un po' prima che la carrozza ci arrivasse; e vistala venire, usci' di bussola, fece segno al cocchiere che fermasse, s'avvicino' allo sportello; e al Nibbio ... [
continua Capitolo 21]
Capitolo XXII
Poco dopo, il bravo venne a riferire che, il giorno avanti, il cardinal Federigo Borromeo, arcivescovo di Milano, era arrivato a ***, e ci starebbe tutto quel giorno; e che la nuova sparsa la sera di quest'arrivo ne' paesi d'intorno aveva invogliati tutti d'andare a veder quell'uomo; e si scampanava piu' per allegria, che per avvertir la gente. Il signore, rimasto solo, continuo' a guardar nella valle, ancor piu' ... [
continua Capitolo 22]
Capitolo XXIII
Il cardinal Federigo, intanto che aspettava l'ora d'andar in chiesa a celebrar gli ufizi divini, stava studiando, com'era solito di fare in tutti i ritagli di tempo; quando entro' il cappellano crocifero, con un viso alterato ... [
continua Capitolo 23]
Capitolo XXIV
Lucia s'era risentita da poco tempo; e di quel tempo una parte aveva penato a svegliarsi affatto, a separar le torbide visioni del sonno dalle memorie e dall'immagini di quella realta' troppo somigliante a una funesta visione d'infermo. La vecchia le si era subito avvicinata, e, con quella voce forzatamente umile, le aveva detto: - ah! avete dormito? Avreste potuto dormire in letto: ve l'ho pur detto tante volte ... [
continua Capitolo 24]
Capitolo XXV
Il giorno seguente, nel paesetto di Lucia e in tutto il territorio di Lecco, non si parlava che di lei, dell'innominato, dell'arcivescovo e d'un altro tale, che, quantunque gli piacesse molto d'andar per le bocche degli uomini, n'avrebbe, in quella congiuntura, fatto volentieri di meno: vogliam dire il signor don Rodrigo ... [
continua Capitolo 25]
Capitolo XXVI
A una siffatta domanda, don Abbondio, che pur s'era ingegnato di risponder qualcosa a delle meno precise, resto' li' senza articolar parola. E, per dir la verita', anche noi, con questo manoscritto davanti, con una penna in mano, non avendo da contrastare che con le frasi, ne' altro da temere che le critiche de' nostri lettori; anche noi, dico, sentiamo una certa ripugnanza a proseguire: troviamo un non so ... [
continua Capitolo 26]
Capitolo XXVII
Gia' piu' d'una volta c'e' occorso di far menzione della guerra che allora bolliva, per la successione agli stati del duca Vincenzo Gonzaga, secondo di quel nome; ma c'e' occorso sempre in momenti di gran fretta: sicche' non abbiam mai potuto darne piu' che un cenno alla sfuggita. Ora pero', all'intelligenza del nostro racconto si richiede proprio d'averne qualche notizia piu' particolare. Son cose che chi ... [
continua Capitolo 27]
Capitolo XXVIII
Dopo quella sedizione del giorno di san Martino e del seguente, parve che l'abbondanza fosse tornata in Milano, come per miracolo. Pane in quantita' da tutti i fornai; il prezzo, come nell'annate migliori; le farine a proporzione. Coloro che, in que' due giorni, s'erano addati a urlare o a far anche qualcosa di piu', avevano ora (meno alcuni pochi stati presi) di che lodarsi: e non crediate che se ne ... [
continua Capitolo 28]
Capitolo XXIX
Qui, tra i poveri spaventati troviamo persone di nostra conoscenza.
Chi non ha visto don Abbondio, il giorno che si sparsero tutte in una volta le notizie della calata dell'esercito, del suo avvicinarsi, e de' suoi portamenti, non sa bene cosa sia impiccio e spavento. Vengono; son trenta, son quaranta, son cinquanta mila; son diavoli, sono ariani, sono anticristi; hanno saccheggiato Cortenuova; han dato fuoco a Primaluna: devastano Introbbio, Pasturo, Barsio; sono arrivati ... [
continua Capitolo 29]
Capitolo XXX
Quantunque il concorso maggiore non fosse dalla parte per cui i nostri tre fuggitivi s'avvicinavano alla valle, ma all'imboccatura opposta, con tutto cio', cominciarono a trovar compagni di viaggio e di sventura, che da traverse e viottole erano sboccati o sboccavano nella strada. In circostanze simili, tutti quelli che s'incontrano, e' come se si conoscessero. Ogni volta che il baroccio aveva raggiunto qualche pedone, si barattavan domande e risposte ... [
continua Capitolo 30]
Capitolo XXXI
La peste che il tribunale della sanita' aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c'era entrata davvero, come e' noto; ed e' noto parimente che non si fermo' qui, ma invase e spopolo' una buona parte d'Italia. Condotti dal filo della nostra storia, noi passiamo a raccontar gli avvenimenti principali di quella calamita'; nel milanese, s'intende, anzi in Milano quasi esclusivamente: che' della ... [
continua Capitolo 31]
Capitolo XXXII
Divenendo sempre piu' difficile il supplire all'esigenze dolorose della circostanza, era stato, il 4 di maggio, deciso nel consiglio de' decurioni, di ricorrer per aiuto al governatore. E, il 22, furono spediti al campo due di quel corpo, che gli rappresentassero i guai e le strettezze della citta': le spese enormi, le casse vote, le rendite degli anni avvenire impegnate, le imposte correnti non pagate, per la miseria generale ... [
continua Capitolo 32]
Capitolo XXXIII
Una notte, verso la fine d'agosto, proprio nel colmo della peste, tornava don Rodrigo a casa sua, in Milano, accompagnato dal fedel Griso, l'uno de' tre o quattro che, di tutta la famiglia, gli eran rimasti vivi. Tornava da un ridotto d'amici soliti a straviziare insieme, per passar la malinconia di quel tempo: e ogni volta ce n'eran de' nuovi, e ne mancava de' vecchi. Quel giorno, don Rodrigo ... [
continua Capitolo 33]
Capitolo XXXIV
In quanto alla maniera di penetrare in citta', Renzo aveva sentito, cosi' all'ingrosso, che c'eran ordini severissimi di non lasciar entrar nessuno, senza bulletta di sanita'; ma che in vece ci s'entrava benissimo, chi appena sapesse un po' aiutarsi e cogliere il momento. Era infatti cosi'; e lasciando anche da parte le cause generali, per cui in que' tempi ogni ordine era poco eseguito; lasciando da parte le speciali, che rendevano cosi' malagevole la rigorosa esecuzione di questo ... [
continua Capitolo 34]
Capitolo XXXV
S'immagini il lettore il recinto del lazzeretto, popolato di sedici mila appestati; quello spazio tutt'ingombro, dove di capanne e di baracche, dove di carri, dove di gente; quelle due interminate fughe di portici, a destra e a sinistra, piene, gremite di languenti o di cadaveri confusi, sopra sacconi, o sulla paglia; e su tutto quel quasi immenso covile, un brulichi'o, come un ondeggiamento; e qua e la', un andare e venire, un fermarsi, un correre, un chinarsi, un alzarsi, di convalescenti, di frenetici, di serventi ... [
continua Capitolo 35]
Capitolo XXXVI
Chi avrebbe mai detto a Renzo, qualche ora prima, che, nel forte d'una tal ricerca, al cominciar de' momenti piu' dubbiosi e piu' decisivi, il suo cuore sarebbe stato diviso tra Lucia e don Rodrigo? Eppure era cosi': quella figura veniva a mischiarsi con tutte l'immagini care o terribili che la speranza o il timore gli mettevan davanti a vicenda, in quel tragitto; le parole sentite appie' di quel covile, si cacciavano tra i si' e i no ... [
continua Capitolo 36]
Capitolo XXXVII
Appena infatti ebbe Renzo passata la soglia del lazzeretto e preso a diritta, per ritrovar la viottola di dov'era sboccato la mattina sotto le mura, principio' come una grandine di goccioloni radi e impetuosi, che, battendo e risaltando sulla strada bianca e arida, sollevavano un minuto polveri'o; in un momento, diventaron fitti; e prima che arrivasse alla viottola, la veniva giu' a secchie. Renzo, in vece d'inquietarsene ... [
continua Capitolo 37]
Capitolo XXXVIII
Una sera, Agnese sente fermarsi un legno all'uscio. - lei, di certo! - Era proprio lei, con la buona vedova. L'accoglienze vicendevoli se le immagini il lettore. La mattina seguente, di buon'ora, capita Renzo che non sa nulla, e vien solamente per isfogarsi un po' con Agnese su quel gran tardare di Lucia. Gli atti che fece, e le cose che disse, al trovarsela davanti, si rimettono anche quelli all'immaginazion del lettore. Le dimostrazioni di Lucia in vece furon tali, che non ci vuol molto a descriverle ... [
continua Capitolo 38]
I promessi sposi (pdf) 1,54MB