
L'onda presso la costa di Kanagawa (conosciuta anche come
In the Hollow of a Wave off the Coast at Kanagawa) e' certamente l'opera piu' universalmente nota di
Katsushika Hokusai, anche se alcuni studiosi sostengono che questa straordinaria xilografia policroma non e' delle piu' tipiche perche', appartenendo al periodo
Iitsu, risente degli influssi europei (e forse, proprio per questa ragione, e' piu' apprezzata anche fuori dal Giappone).
In quest'opera, che fa parte della straordinaria serie delle Trentasei vedute del Monte Fuji (1830-1832), ci troviamo dinanzi a un'emozionante interpretazione della realta' che sconfina persino nel paradossale e nel grottesco.
Il dato naturale lo sentiamo, ci sembra rappresentato con assoluta verosomiglianza. Ma sappiamo anche che questa immagine e' lontanissima da ogni realismo naturalistico. Fedelta' al reale? Piuttosto fedelta' al senso profondo, ma visibile, del reale.
Un'onda vera viene trasformata dall'alchimia dell'arte, e dello stile, in un segno indiscutibile. Nell'emblema smagliante di ogni altra onda. Un emblema da vedere, e da ritrovare nel pensiero.
Non c'e' dubbio che per un visitatore europeo l'approccio all'arte nipponica non puo' che apparire arduo e l'apprezzamento viziato quasi sempre, o da pregiudizi culturalistici, o da vere e proprie difficolta'
percettive.
In altre parole: quella particolare resa spaziale (
a volo d'uccello, kunimi), quel particolare effetto di
vuoto, di slivellamento (
imballance secondo Suzuki), quella strana
poverta' (wabi) cosi' tipiche di buona parte dell'arte giapponese, fanno si' che alcune peculiarita' delle opere diventino eccezionali, mentre lo sono solo rispetto alla nostra visione del mondo.
Come ogni altro pittore veramente grande, Hokusai ci mostra che vedere vuol dire conoscere. Lo stile, in lui, e' una teoria del mondo. La forma di un sapere. La figura, e' un concetto incarnato.
In primo piano, l'incessante agitarsi dell'onda e, sullo sfondo, l'eterna immobilita' del vulcano. In mezzo, tra mare e vulcano, proprio dove il movimento dell'onda si incava prima di rinchiudersi su se stessa, barche di miseri pescatori. I cicli e i ricicli dell'universale avventura e, in mezzo, il misero destino del singolo uomo travolto all'interno di vicende eterne a cui il suo misero e personale destino e' indifferente.