Ammalarsi in ferie
Ferie sospese se ci si ammala ma il malanno deve intralciare effettivamente la sospirata vacanza. E' implicito che, secondo la Cassazione e una circolare dell'Inps, esistano una serie di malattie che sono compatibili con le ferie, cioe' che non ne impediscono il godimento. Quali?
Il dibattito si e' aperto nel lontano 1987, quando la Corte Costituzionale ha sancito che le vacanze devono essere momentaneamente sospese per la durata della malattia. Il braccio di ferro ha visto da una parte l'Inps, che ha tentato di limitare la validita' di quel principio alle sole malattie superiori ai tre giorni, dall'altra la Cassazione e la Corte Costituzionale, che hanno stabilito che la malattia e' quella che impedisce il recupero delle energie psicofisiche del lavoratore: indipendentemente dalla sua durata.
In ogni caso, era il lavoratore a dover fornire la prova che la malattia costituiva un effettivo intralcio alla funzione principale delle vacanze.
Il contrasto ha fatto scattare l'intervento della Corte di Cassazione a Sezioni Unite che, con la sentenza nr. 1947 del 23/02/1998, ha stabilito che l'onere della prova sia accollato al datore di lavoro.
Cosi', dando per scontata l'incompatibilita' tra malattia e ferie, il lavoratore ha soltanto l'onere di comunicare lo stato di malattia al datore di lavoro e l'assenza per ferie si trasforma automaticamente in assenza per malattia ...... salvo che il datore di lavoro non provi la cattiva fede del lavoratore con i previsti controlli sanitari.
La stessa sentenza ha anche stabilito che, non essendo possibile determinare a priori una lista di malattie compatibili o meno con le ferie, bisogna valutare caso per caso.
L'Inps ha quindi diffuso una circolare che disciplina la materia in questi termini:
- il lavoratore deve comunicare lo stato di malattia al datore di lavoro tramite telefono o telegramma;
- il passaggio dall'assenza per ferie all'assenza per malattia scatta dalla data di comunicazione al datore di lavoro;
- se il datore di lavoro sospetta l'inganno deve chiedere l'accertamento sanitario all'Inps e all'Asl;
Il lavoratore deve comunque osservare le modalita' previste per la malattia, cioe' l'invio del certificato medico entro due giorni dal rilascio e la comunicazione del luogo di reperibilita' quando diverso da quello abituale.
La circolare dell'Inps si conclude con una serie di osservazioni rivolte ai medici incaricati di compiere le visite di accertamento.
Paventando una facile equazione tra malattia e ferie, l'Inps ha voluto nuovamente sottolineare che bisogna distinguere tra infermita' che impedisce il lavoro da quella che impedisce il godimento delle vacanze. La coincidenza e' evidente, precisa l'Inps, in caso di stati febbrili, ricoveri ospedalieri, ingessature di grandi articolazioni e, in generale, in presenza di gravi malattie.
Non lo stesso si puo' dire, insiste l'Inps, in caso di cefalea, stress psicofisico, sindromi ansioso-depressive, che di solito sono anzi alleviate dalle attivita' ricreative e dai periodi di riposo. In questi casi il medico (e solo lui) potrebbe stabilire che la malattia non rovina le ferie: niente giorni condonati, dunque.
03/01/2002
Copyright © 2000-2009 Parlandosparlando