
In Bed (2005)
di Ron Mueck
La prima esposizione di
Ron Mueck avvenne nel 1997 in una rassegna londinese, "
Sensation: Works of art from the Saatchi Collection", alla
Royal Academy, cosi' contribuendo a consacrare per alcuni anni il primato della
Britartists or
YBAs (
Young British Artists) che ha annoverato al suo interno artisti del calibro di
Tracey Enim (nominato membro a vita della
Royal Academy of Arts),
Damien Hirst,
Marc Quinn,
Jake & Dinos Chapman,
Sam Taylor-Wood,
Jenny Saville (nominata membro a vita della
Royal Academy of Arts).
Questi artisti e quelli della squadra di
Charles Saatchi (pubblicitario e conoscitore d'arte)
avevano come obiettivo il realismo, il far vedere l'impossibile, anche a costo di immagini forti.
Il metodo di lavoro di
Ron Mueck e' meticolosissimo, quasi ossessivo; e non potrebbe essere diversamente per ottenere quell'obiettivo:
un realismo impressionante dove sono manifestati gli stati d'animo e le angosce dei momenti decisivi della vita privata dell'uomo, durante i quali essere al centro dell'attenzione sarebbe imbarazzante o spiacevole quasi per chiunque, quali la nascita, la morte, la gravidanza, il sesso, la solitudine, la vecchiaia.
Lo studio di
Ron Mueck situato a
Tufnell Park, nella zona nord di
Londra, e' il suo quartier generale dove nascono le sue opere; qui, si trovano i suoi strumenti, gli arnesi, i libri di anatomia e di fotografia.
Ma come nasce un suo lavoro?
L'oggetto, le immagini, che secondo il suo gallerista londinese
Anthony D'Offay "
gli vengono dai sogni", per
Mueck sono molto importanti. Anche se una volta ha ammesso di prendere spunto dalla vita reale: "
Non nego di avere piu' informazioni quando ho davanti un modello in carne ed ossa, ma alla fine quello che penso di dover fare e' abbandonare coscientemente il modello reale e andare avanti per quello che sento giusto".
Prepara quindi una serie di esemplari in argilla di cio' che vuole creare, osservandoli a lungo per deciderne la posa migliore affinche' la scultura finale diventi corpo che sembri vivere quelle profonde emozioni che vuole esprimere; si concentra poi sulle
proporzioni che dovra' avere la sua opera che, a fronte dell'estremo realismo dell'immagine raffigurata dalla scultura, non sono
mai veramente naturali,
ma o piu' grandi o piu' piccole (a volte si tratta di opere gigantesche, come nel caso di
In bed o di
Big man, a volte sono quasi delle miniature, come le
Two women) un'intuizione che porta ad
accentuarne l'effetto emotivo dell'opera conclusa (come ebbe anche
Cattelan con il suo
Him, ritratto appena rimpicciolito di un Hitler inginocchiato).
Fatto cio', inizia a scolpire la figura in argilla, arricchendola di tutti i dettagli espressivi, fino alla trama della pelle che comparira' a lavoro finito. Se l'opera e' molto grande, crea anche un'impalcatura metallica per sorreggerela. Quando lo "scheletro" d'argilla e' pronto, con il silicone o, per le opere piu' grandi, la vetroresina, ne fa un calco.
Una volta che "il calco" e' liberato, cominciano quelle rifiniture che danno vita a quei corpi "
piu' veri del vero", come vengono definiti. Si applicano poi peli e capelli uno ad uno, quindi le unghie, ed infine si dipingono le vene e i capillari, per poi completare il tutto con gli occhi (gli ultimi ad essere fatti tramite un processo che vede prima applicare delle sottili lenti colorate sull'iride, e poi una profonda pupilla nera).
Attualmente
Ron Mueck e' uno dei piu' importanti
iperrealisti viventi.
L'iperrealismo e' una corrente dell'arte contemporanea americana, nata negli Stati Uniti all'inizio degli anni Settanta e poi diffusasi in Europa. Chiamata anche
superrealismo,
realismo radicale,
realismo fotografico,
iperfotografismo, l'iperrealismo rappresenta la realta' partendo da un'immagine fotografica, ingrandita il piu' possibile, e riportandola come disegno, cercando di essere piu' fedeli della normale percezione, se possibile.
Di fatto e' derivato della
pop art, che non si propone come satira, contraddistinguendosi per la quasi maniacalita' dei dettagli, sotto tutti gli aspetti esagerati.
Tra i principali esponenti vi sono
Chuck Close,
Richard Estes,
Ralph Goings,
Richard McLean,
Robert Bechtle,
Charles Bell,
Tom Blackwell,
Robert Cottingham,
Don Eddy,
Audrey Flack,
Ron Kleemann,
John Salt,
Ben Schonzeit; tra gli italiani annoverano
Armando Buico,
Vania Comoretti,
Chiara Albertoni e
Daniela Montanari.