Mezzi pubblici: conducente frettoloso e lesioni passeggeri in salita. Sentenza Corte di Cassazione n. 1832/2010 del 15 gennaio 2010


MEZZI PUBBLICI. CONDUCENTI. INFORTUNI AI PASSEGGERI. LESIONI COLPOSE.


Una donna perdeva l'equilibrio perche' mentre stava salendo sul mezzo si erano chiuse le porte. Il conducente era anche ripartito in modo improvviso e la donna cadendo aveva riportato una brutta frattura.

La Suprema corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'autista del tram, sposando la tesi del giudice di primo grado sull'attendibilita' della persona offesa, dalla quale e' stata desunta "la responsabilita' penale del conducente del tram che non si accerto' con la dovuta diligenza, prima di riprendere la marcia, che nessuno dei passeggeri si trovasse nello spazio dei predellini del tram".


(Sentenza Cassazione penale, sezione IV, 15/01/2010, n. 1832)



Corte di Cassazione - Sentenza n. 1832/2010


SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE IV PENALE




Svolgimento del processo e motivi della decisione


M.M. veniva imputato del reato di lesioni colpose in danno di F.R. che il giorno (OMISSIS), mentre si accingeva a salire sul tram della linea (OMISSIS), di cui il predetto era il guidatore, a causa della chiusura improvvisa delle porte ed il contemporaneo movimento della vettura, perdeva l'equilibrio e cadeva a terra, riportando la frattura somatica amielica L1, dalla quale derivava una malattia della durata di sessanta giorni.

Con sentenza in data 3 maggio 2007 il M. veniva ritenuto responsabile di tale reato e condannato alla pena di Euro 1.000,00 di multa, con la concessione delle attenuanti generiche. Avverso questa decisione lo stesso ha proposto ricorso per cassazione, deducendo la mancata assunzione di una prova decisiva, costituita dal decreto di archiviazione del procedimento penale a carico di ignoti dal quale si sarebbero potuti ricavare elementi per escludere la sua responsabilita'. Con il secondo motivo deduce mancanza, contraddittorieta' e manifesta illogicita' della motivazione, censurando il giudizio espresso dal giudice di pace in ordine alla deposizione della F.. Nega che essa sia stata precisa e circostanziata perche' la predetta ha definito, nel suo esame, il mezzo in questione come un autobus della linea (OMISSIS), mentre si trattava di un tram ed aveva dichiarato di essere rimasta con il braccio bloccato tra le due porte, attaccandosi all'asta del mezzo, mentre il congegno che consentiva la chiusura delle porte era azionato dal conducente che non sarebbe partito se il sensore gli avesse indicato l'apertura delle medesime e ancora che era stata imprecisa nel riferire se l'autista era sceso o meno dal tram in questione dopo la sua caduta. Sostiene inoltre che se la F. fosse rimasta bloccata nel modo descritto non sarebbe caduta all'indietro, per cui era da ritenere che la medesima, nell'intento di prendere il tram, fosse inciampata sul marciapiede o in prossimita' della porta di salita del mezzo.

Il Procuratore Generale ha concluso chiedendo la dichiarazione di inammissibilita' del ricorso.

Il ricorso svolge censure tutte in linea di fatto ed e' assolutamente infondato. Pertanto lo stesso va dichiarato inammissibile.

In ordine al primo motivo (la difesa del M. assume che vi e' stata violazione di legge per la mancata assunzione di una prova decisiva, senza indicare di quale prova si tratti, dal momento che richiede l'acquisizione del decreto di archiviazione di procedimento penale a carico di ignoti per il reato di lesioni colpose in danno della F.R. per un fatto avvenuto il (OMISSIS).

Pur trattandosi dello stesso incidente di cui e' processo, il ricorrente non spiega quali elementi decisivi diretti a scagionarlo da ogni responsabilita' potevano essere contenuti nella relazione di servizio dei Vigili urbani della zona (OMISSIS), che intervennero a fatto compiuto, posto che i rilievi e le fotografie scattate da detta Polizia locale furono acquisite agli atti.

La mancata acquisizione di una prova, invece, puo' esser dedotta in sede di legittimita' quando si tratta di una prova decisiva, quando cioe' la mancanza di tale elemento probatorio abbia inciso a tal punto da portare ad una motivazione basata su affermazioni apodittiche o congetturali. (Cass. Pen. Sez. 124 giugno 1992, n. 7399, Rendina).

Quanto al secondo motivo, l'imputato afferma che le dichiarazioni della parte offesa contengono alcune incongruenze per la verita' del tutto insignificanti e contesta la ricostruzione del fatto, addebitando la caduta della F. ad un fatto accidentale.

Di contro il Giudice di Pace di Milano spiega le ragioni per le quali ritiene attendibile la deposizione della parte offesa dalla quale desume la responsabilita' penale del conducente del tram, che non si accerto' con la dovuta diligenza, prima di riprendere la marcia, che nessuno dei passeggeri si trovasse nello spazio dei predellini del tram.

Inoltre il giudice di merito ha valutato la compatibilita' delle lesioni con il tipo di caduta descritto dalla donna.

Poiche' il sindacato di legittimita' e' diretto a vagliare la logicita' e completezza del ragionamento posto alla base della valutazione di merito e non a ricostruire il fatto in modo autonomo sulla base delle censure del ricorrente (Cass. Pen. Sez. 4 1 dicembre 2004, n. 465; Sezioni Unite 1 dicembre 2003, n. 47289 Petrella), nonostante le dichiarazioni della parte offesa debbano essere apprezzate con doverosa prudenza (ex multis: Cass. Pen. Sez. 4 9 aprile 2004, n. 16860, Verardi ed altro rv 22790), nel caso in esame non si ravvisano vizi logici nella ricostruzione del fatto, ne' apprezzamenti illegittimi nell'analisi delle prove.

La dichiarazione di inammissibilita' comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma che si reputa equo fissare in Euro 1.000,00 da versarsi alla cassa delle ammende, versando in colpa per la proposizione di ricorso inammissibile alla luce dei principi affermati dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 186/2000.


P.Q.M.


Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 1.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Depositato in Cancelleria il 15 gennaio 2010

Ultimo aggiornamento: 30/05/2010
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