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Omosessuale, transessuale, transgender, intersessuale e travestito


Omosessuale

Omosessuale (Gay o Lesbico) e' l'uomo che e' attratto da un altro uomo o la donna che e' attratta da un'altra donna; questi rientra nell'orientamento sessuale della persona (attrazione per).

Per orientamento sessuale si intende la direzione della sessualita' di un individuo (detta anche tendenza sessuale), indipendentemente dal genere (maschio o femmina) a cui tale individuo appartiene (la sua identita' di genere e' definita e non e' quindi in discussione).

Relativamente all'orientamento sessuale, nel linguaggio comune si parla di orientamento eterosessuale, bisessuale (bisex), omosessuale (lesbico, gay) e pansessuale (per i quali l'attrazione comprende tutti i generi: uomo, donna e oltre). Si parla anche di asessualita' in assenza di un orientamento definito nei confronti della sessualita'.



Per eterosessualita' si intende l'attrazione e quindi la preferenza sessuale verso individui dell'altro sesso.

Etero- deriva dal greco heteros, che significa "differente", mentre sessualita' deriva dal latino sexus. Il termine "eterosessuale" venne coniato poco dopo e in opposizione al termine "omosessuale", da Karl Maria Kertbeny nel 1868, e venne pubblicato per la prima volta nel 1869. "Eterosessuale" venne inserito per la prima volta nel Nuovo Dizionario Internazionale della Merriam-Websters, come termine medico per "passione sessuale morbosa per una persona del sesso opposto", ma nel 1934 nella Seconda Edizione Completa divenne una "manifestazione di passione sessuale per una persona del sesso opposto; sessualita' normale".




Per omosessualita' si intende il comportamento o l'attrazione sentimentale o sessuale tra individui dello stesso sesso, a livello situazionale o in un'indole duratura.

Il termine omosessualita' e' la traduzione italiana della parola tedesca Homosexualitat (creata fondendo il termine greco "omoios", che vuol dire "simile", e il termine latino "sexus", che vuol dire "sesso"), dalla quale poi sono derivate le traduzioni in tutte le altre lingue. Fu coniato nel 1869 dal letterato ungherese di lingua tedesca Karoly Maria Kertbeny (1824-1882) (nato Karl-Maria Benkert) che lo uso' in un pamphlet (genere letterario tra lo scritto polemico e quello satirico) anonimo contro l'introduzione da parte del Ministero della Giustizia prussiano di una legge per la punizione di atti sessuali fra due persone di sesso maschile. Sempre Benkert conio' i termini di "Normalsexualitat" (normosessualita') e "Doppelsexualität" (bisessualita'). Solo negli anni venti si fara' strada il termine di "eterosessuale".

Bandiera arcobaleno dei gayGay e' un termine importato dalla lingua inglese ed e' sinonimo di omosessuale. La radice di questa parola e' quella dell'antico francese (piu' esattamente, provenzale) gai: "allegro", "gaio", "che da' gioia" (come "lo gai saber", "la gaia scienza", che per i trovatori e' la scienza d'Amore) che passo' in inglese come gay.

Simbolo GayIn questa lingua la parola acquisi' nel Settecento il senso di "dissoluto", "anticonformista" (come in "allegro compare"). Il significato peggioro' ancora nell'Ottocento, fino a voler dire "lussurioso", "depravato". Ecco perche', nell'Inghilterra dell'Ottocento, una gay woman era "una donnina allegra" cioe' una prostituta, mentre una gay house (letteralmente "casa allegra") era un bordello. La connotazione omosessuale della parola, in questa fase, non era ancora presente.

La connotazione dell'omosessualita' si ha solo nell'inglese parlato negli USA, prima del 1920, anno dal quale iniziano a moltiplicarsi le attestazioni dell'uso del termine gay col significato di omosessuale (riferito ai soli uomini, e non senza un beffardo parallelo con la gay woman).

Lesbian symbolCon il termine lesbica si indica una donna con orientamento sessuale e affettivo nei confronti di altre donne.
Il termine deriva dall'isola di Lesbo, dove visse la poetessa Saffo nel VII secolo a.C., che nei suoi versi esalto' la bellezza della femminilita' e dell'eros tra donne.
Negli anni '70 in Italia il movimento lesbico-separatista italiano scelse la parola lesbica come preferibile al generico (e "maschile") "gay".





Bandiera dei bisessualiSi definisce bisessualita' l'orientamento sessuale di un soggetto che trae piacere nell'avere rapporti sessuali e/o prova sentimenti erotico-affettivi con persone sia dello stesso che dell'altro sesso. Tali rapporti possono, in generale, essere accompagnati da fantasie erotiche, atteggiamenti e stili di vita specifici.


Simbolo delle due lune dei bisessuali

Il termine bisessuale e' stato coniato nel 1809 da alcuni botanici, per descrivere le piante provviste di organi riproduttivi sia maschili che femminili. Non e' noto quando il termine sia stato applicato al contesto dell'orientamento sessuale.






La pansessualita' (dal prefisso greco pan-, "tutto") e' un orientamento sessuale caratterizzato da una potenziale attrazione (estetica, sessuale o romantica) per qualcuno indipendentemente dal suo sesso biologico o identita' di genere. Questo include una potenziale attrazione per persone che non rientrano nella concezione binaria di maschio/femmina, implicita nell'attrazione bisessuale.

La pansessualita' e' a volte definita come la capacita' di amare una persona indipendentemente dal suo genere. Alcune persone pansessuali sostengono anche che sesso e genere sono insignificanti per loro.

Il termine fa riferimento alla teoria del pansessualismo secondo cui l'essere umano e' un "pansessuale" (dal prefisso greco pan-, "tutto"), un essere sessuale completo. Tutti possediamo varie possibilita' sessuali, dalla sessuologia troppo strettamente classificate come etero-, omo-, bi-sessualita', autoerotismo, feticismo, sado-masochismo, e molte altre forme d'uso sessuale. Forme che possono esplodere da un momento all'altro in ogni essere umano.
Per cui chi si definisce tale, riconosce in se' la presenza di diverse modalita' di vivere la dimensione sessuale.
La teoria della pansessualita' e' stata sviluppata da Mario Mieli nel suo Elementi di critica omosessuale (1977).



Transessuale

Transessuale e' una persona affetta da disturbo dell'identita' di genere, la cui identita' sessuale fisica non e' corrispondente alla condizione psicologica dell'identita' di genere maschile o femminile e che, sovente, persegue l'obiettivo di un cambiamento del proprio corpo, attraverso interventi medico-chirurgici.

L'identita' di genere e' il modo in cui un individuo percepisce il proprio genere (maschio o femmina) e nel quale si identifica: questa consapevolezza interiore porta a dire "io sono uomo" o "io sono donna".

Secondo i ricercatori, l'identita' di genere puo' avere origini biologiche, tra cui lo sviluppo e i fattori ormonali durante la gestazione, e venire in seguito influenzata dall'ambiente sociale e culturale in cui nasce il bambino o la bambina, per poi consolidarsi dopo i due anni di eta'. Non c'e' comunque un'eta' precisa e risulta molto variabile anche l'eta' in cui potrebbero sorgere eventuali problemi legati all'identita' di genere.

Trans symbolTrans e' in pratica una persona che non si sente nel corpo giusto: una donna con un corpo da uomo oppure un uomo con un corpo da donna.
Questa condizione rientra nell'identita' di genere della persona (percezione di se') e non ha nulla a che vedere con l'orientamento sessuale; un trans puo' essere quindi attratto da persone dell'altro sesso (e quindi avere un orientamento eterosessuale) o da persone dello stesso sesso (e quindi avere un orientamento omosessuale).

Bandiera Transgender PrideIl termine "transessuale" e' stato coniato nel 1949 dal dottor David Cauldwell (1897-1959), ma diventera' di uso comune solo dopo la pubblicazione del libro The transsexual phenomenon (Il fenomeno transessuale) del dott. Harry Benjamin, edito nel 1966.

Internazionalmente si usa l'acronimo "FtM" o "F2M" (Female to Male) per indicare i trans da femmina a maschio (in inglese si dice anche transman o trans man, cioe' uomo trans) e "MtF" o "M2F" (Male to Female) ad indicare le trans da maschio a femmina (in inglese si dice anche transwoman o trans woman, cioe' donna trans).

Nel normale lessico e' facile avere incertezze tra il femminile ed il maschile quando ci si riferisce o si parla a persone trans.
In mancanza di indicazioni specifiche da parte dell'interessato, la forma del genere da utilizzare per i transessuali, rispettosa nei confronti della persona stessa, e' quella propria del genere di elezione (quello al quale si sente di appartenere la persona). Nel caso di transgender MtF i termini transgender/transessuale andranno quindi declinati al femminile, mentre, al contrario, nel caso di FtM i termini transgender/transessuale andranno declinati al maschile.



Transgender

Il termine transgender nel linguaggio comune ha acquisito diverse accezioni.

1)
Transgenderismo, dall'inglese "transgender", che attraversa i generi. E' un termine che si utilizza sempre piu' spesso e che comprende non solo le persone transessuali, le quali si identificano interamente nel sesso opposto al proprio sesso genetico, ma anche coloro cui le definizioni "uomo" e "donna" stanno strette, dove l'identita' di genere di una persona non e' una realta' duale "maschio/femmina", ma un continuum di identita' ai cui estremi vi sono i concetti di "maschio" e "femmina".

In questo senso il transgenderismo e' da considerarsi come un movimento politico/culturale che propone una visione dei sessi e dei generi fluida e che rivendica il diritto di ogni persona di situarsi in qualsiasi posizione intermedia fra gli estremi "maschio/femmina" stereotipati, senza per questo dover subire stigma sociale o discriminazione.

Una persona transgender, nel senso piu' stretto del termine, ha un'identita' che non rientra nei sessi dominanti (maschio e femmina) e incarna le infinite sfumature esistenti tra i due in un "terzo genere", un "genere altro" che non ha niente a che fare con i due classici. Tutto questo non solo in termini di identita' di genere ma anche di espressione di genere che e' la modalita' con cui si comunica la propria identita' di genere sessuale (modo di porsi, gestualita', abbigliamento, aspetto esteriore, etc.).


2)
Il termine "transgender" viene usato come sinonimo di "transessuale", sovrapponendosi ad esso. La ragione e' da trovarsi nel fatto che il termine "transessuale" e' di per se' impreciso, se non errato dal punto di vista clinico. In realta' qualsiasi persona operi una transizione sessuale, agisce sul "gender" (sul genere sessuale) e non sul sesso che, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, e' e resta immutabile.

3)
Nella terminologia psicologica, psichiatrica, endocrinologica e legale il termine "transgender" viene utilizzato in termini semplificativi per indicare una persona transessuale non operata ai genitali. Secondo questa accezione del termine quindi transgender diventa un termine per indicare solamente una sottocategoria delle persone transessuali, e per separare il/la transessuale operato/a (ai genitali) da quello/a non operato/a.



Intersessuale

Gli intersessuali, in passato erano detti ermafroditi.

Gli intersessuali (ermafroditi) sono persone in cui il sesso e' caratterizzato dalla presenza di genitali misti. Quasi tutte le persone intersessuali vengono operate alla nascita (in genere le si femminilizza perche' e' chirurgicamente piu' semplice), senza, per questo, tener conto dell'identita' di genere che andranno a sviluppare.



Travestito

Il termine travestito viene riferito soprattutto alle persone di sesso biologico maschile che amano vestirsi da donna nell'intimita'; secondo la psicologia il travestitismo denota un'esigenza erotica, ma puo' essere un primo passo verso la presa di coscienza della parte femminile (o maschile) presente in ciascuno.

Al termine "travestito", troppo carico di connotazioni negative, si preferisce crossdresser (CD).

Il crossdressing indica tutte quelle situazioni in cui, per ragioni anche molto diverse tra loro, si utilizzano indumenti e atteggiamenti dell'altro sesso. Anche le persone transessuali vivono una fase di travestitismo prima della transizione. Agli occhi esterni, esse sono travestiti quando il contrasto tra corpo e psiche e' ancora evidente e gli abiti sono gia' quelli del sesso d'arrivo, ma in realta' una persona trans si sente travestita quando e' costretta a indossare panni del sesso biologico.

C'e' poi chi ha fatto del crossdressing un'arte, sfruttando l'effetto choc che esso solitamente comporta, sono le drag queen, che sono crossdresser non in quanto vestono abiti femminili, ma perche' rendono spettacolare il contrasto tra un fisico che ha ancora caratteristiche maschili e un costume femminile molto appariscente l'effetto che ne risulta puo' essere incredibilmente armonico e piacevole o caricaturale.

Drag king, la controparte femminile delle drag queen, sono persone geneticamente femmine che si travestono da uomini in modo esagerato e caricaturale, ma anche qui sempre spettacolare.

E' evidente che sia le queen che i king sentono in maniera profonda la propria parte femminile o maschile che preme per uscire all'esterno, e ironia e autoironia sono mezzi utilizzati per esorcizzare un contrasto interiore e con la societa'.
Le drag queen e i drag king possono essere fatti rientrare nell'universo transgender perche' anche loro attraversano i generi, sovvertendo regole e stereotipi.

06/11/2009
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