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Gli italiani vogliono il nucleare?


NO al nucleare SI alle fonti di energia alternativeCon il referendum dell'8-9 novembre 1987 l'80% degli italiani voto' NO al nucleare.

Oggi ci viene detto che la volonta' allora espressa e' cambiata e si avvia cosi' la poderosa macchina che tra circa 20 anni permettera' all'Italia di avere energia da sue centrali nucleari sparse un po' per tutto il territorio.

Ma sul nucleare, e' veramente cambiata la volonta' degli italiani? E questi, quali tematiche e problematiche vedono piu' urgenti da risolvere?

Le risposte le fornisce una ricerca realizzata nei primi giorni di maggio del 2009 dall'istituto Lorien su un campione rappresentativo di 1.000 persone, dalla quale emerge che il 71,7% degli interpellati (erano possibili risposte multiple) avverte come principale problema quello della disoccupazione.
Seguono per il 68,7% i problemi ambientali, e in particolare l'inquinamento (39,2%), ma anche lo spreco di risorse (27,9%) e l'accesso all'acqua (21,7%).
Il terrorismo attira invece solo il 22,1% delle risposte. La casa il 4,9%.

Nell'ambito delle domande sulla cosiddetta economia verde, il sondaggio chiedeva un giudizio sulle fonti di energia (sempre con la possibilita' di risposta multipla).

L'80% degli interpellati hanno dichiarato che vorrebbero l'energia solare e l'energia eolica come fonte principale per produrre l'elettricita'.
Solo il 14% opta per il nucleare, di cui tanto si parla in questi mesi a causa del progettato rilancio.

Il nucleare trova piu' estimatori tra gli ultra 64enni e coloro che hanno 45-54 anni; il solare ha la massima punta di consenso (93,4%) tra i giovanissimi, quelli della fascia d'eta' 18-24 anni.

Sul nucleare in particolare emerge che piu' del 60% degli intervistati lo considera pericoloso e costoso e preferirebbe evitarlo.

Alla domanda "Se aprissero una centrale nucleare o un deposito di scorie radioattive vicino a casa sua, lei come si comporterebbe?", il 52,4% dice "mi opporrei con tutte le mie forze", mentre il 7,8% si trasferirebbe altrove. Il 32,6% dice invece "l'accetterei se rispettasse precisi parametri di sicurezza".

Nonostante la recente pressione mediatica, la stragrande maggioranza del campione intervistato, a prescindere da fattori anagrafici, socio-economici e di appartenenza politica, definisce l'energia nucleare cara e pericolosa, e privilegia le fonti rinnovabili.

Anche in tempi in cui si tende a diminuire il budget quotidiano (37,7% degli intervistati), il dato forse piu' significato emerso dall'indagine e' quello che gli italiani dichiarano un'aperta disponibilita' a pagare di piu' per garantirsi energie pulite e sostenibili.

Il sondaggio ha infatti indicato che il 57,7% degli intervistati sarebbero disponibili a pagare per l'energia prodotta da fonti rinnovabili, contro il 32,3% di contrari.

Eppure viene detto sempre piu' insistentemente che la maggioranza degli italiani vuole il nucleare! Forse il sondaggio si e' sbagliato?

Prendiamo allora in esame un'altro sondaggio, questa volta proposto dall'Eurispes nell'ambito del Rapporto Italia 2009 in merito al quesito di un nuovo ricorso al nucleare, con un questionario scritto e sottoposto ad un campione di 1.118 persone rappresentativo dell'intera popolazione nazionale.

Da questo risulta che i cittadini contrari all'attivazione degli impianti nucleari in Italia sono risultati il 45,7%, quelli favorevoli il 38,3% e per un 4,2% di essi la scelta e' indifferente.

Risulta anche che il nucleare trova piu' estimatori nella fascia d'eta' compresa tra i 45 e i 64 anni (il 41,7%); contrari sono risultati soprattutto i giovani fra i 25 e i 34 anni (il 50,3%)

Il sondaggio prendeva in esame anche i problemi del clima e dell'ambiente. In questo ambito, per il 30,8% del campione intervistato, l'emergenza maggiore e' costituita dalla gestione dei rifiuti (con il 78,3% che dichiara di provvedere gia' quotidianamente alla raccolta differenziata).
Il secondo tema piu' sentito e' il riscaldamento del pianeta (24,8%), seguito a ruota dall'inquinamento atmosferico (19,9%).
Infine la maggioranza degli intervistati afferma di essere disponibile abbastanza (47,1%) e molto (33,3%) a cambiare il proprio stile di vita al fine di migliorare l'ambiente.

Anche dal sondaggio proposto dall'Eurispes nell'ambito del Rapporto Italia 2009 esce la fotografia di un popolo decisamente contrario al nucleare, sensibile al problema dei cambiamenti climatici e gia' impegnato nella raccolta differenziata dei rifiuti.

Allora i sondaggi sono corretti: il ritorno al nucleare non e' certo nella volonta' degli italiani.

Da tutto quello che e' emerso, invece, sembra proprio che siamo pronti e maturi ad intraprendere strade diverse dal nucleare: ora spetta a chi deve prendere le decisioni ad assumersi la responsabilita' di attuare nella realta' la volonta' manifestata, spingendo seriamente per altre soluzioni, meno pericolose e piu' rispettose dell'ambiente dove viviamo... salviamo il futuro delle nuove generazioni.

01/06/2009
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