Foche, otarie e trichechi
Questi simpatici animali sono entrati nelle nostre vite sin da piccoli, per i film, i cartoni animati e gli spettacoli del circo e degli acquari; ci sono cosi' familiari che quasi non ci destano piu' nessuna curiosita', credendo di sapere tutto cio' che e' sufficiente sapere su di loro: ma sara' proprio cosi?
Per esempio, il tricheco, e' o non e' il maschio della foca? Sono o non sono le Foche a fare quelle evoluzioni negli acquari e nei circhi?
Foche, Otarie, Leoni marini e Trichechi proprio perche' tutti' mammiferi appartenenti alla Superfamiglia dei Pinnipedi, hanno caratteristiche e comportamenti simili (come il riprodursi sulla terraferma o sul ghiaccio), che portano a confonderli se non a usarli come sinonimi gli uni degli altri.
In realta', se aiutati a coglierli, hanno particolari che, come vedremo piu' avanti, li caratterizzano e distinguono.
Le Foche
Le Foche (Phocidae) appartengono alla famiglia dei Focidi e sono particolarmente adatte alla vita marina; hanno un corpo allungato, irregolarmente cilindrico, rivestito da uno spesso strato adiposo ricoperto da un fitto pelo corto, vellutato, impermeabile all'acqua.
Hanno la testa piccola e leggermente appiattita ed orecchie prive di padiglione auricolare esterno. Il muso e' provvisto di alcuni baffi lunghi e robusti detti vibrisse.
Gli arti anteriori sono trasformati in pinne.
Le zampe posteriori sono anch'esse completamente trasformate in pinne e non si possono piegare in avanti; dunque per muoversi sulla terraferma strisciano sul ventre, in un modo che ai nostri occhi appare goffo.
Non sono quindi loro che nei parchi acquatici e al circo vediamo fare tutte quelle evoluzioni ed esercizi.
Le Otarie
Le Otarie ed i Leoni marini appartengono alla famiglia dei Otaridi, sono muniti di un piccolo padiglione auricolare, da cui appunto il nome della famiglia alla quale appartengono: Otaridi, infatti, deriva dal greco Otos, orecchio.
Questi, a differenza delle foche, nuotano soprattutto con le pinne anteriori e possono piegare in avanti le pinne posteriori, usandole anche fuori dall'acqua per il movimento. Anzi, riescono a sfruttarle per assumere una posizione semi-eretta.
Da questo si puo' capire che quelle che noi crediamo e chiamiamo foche in quelle per noi simpatiche evoluzioni e numeri nei circhi e negli acquari, altro non sono che OTARIE.
I Trichechi
I Trichechi (Odobenus rosmarus) appartengono alla famiglia dei Odobenidi, quindi non sono i maschi delle foche come si crede comunemente, in quanto quest'ultime, come si e' detto in precedenza, appartengono a quella dei Focidi.
Il termine Odobenidi deriva dal greco odus-odontos, dente, e baino, camminare, che quindi tutto insieme significa "che camminano con i denti".
E difatti i Trichechi, sia maschi che femmine, hanno le zanne (sono i canini superiori) che nei maschi adulti possono arrivare a misurare 75 cm di lunghezza. La loro funzione e' prevalentemente ornamentale, conferendo ai maschi meglio dotati una posizione gerarchica molto alta all'interno dei branchi; ma i trichechi le adoperano anche per alimentarsi, ancorandosi al fondo fangoso dove ricercano, con le numerose vibrisse (i vistosi "baffoni"), i molluschi di cui si nutrono, per sfondare il ghiaccio per respirare e per spostarsi sulla terra ferma.
Il tricheco arriva a pesare due tonnellate e ad avere una lunghezza di poco inferiore ai 4 metri. Nonostante la sua stazza faccia pensare diversamente, e' un abile nuotatore in grado di raggiungere i 24 km/h di velocita', di restare immerso anche per 10 minuti e di poter arrivare a 80 metri di profondita'.
06/02/2009
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