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L'infinito


Giacomo Leopardi

L'infinito

di Giacomo Leopardi



Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di la' da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Cosi' tra questa
immensita' s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'e' dolce in questo mare.

(Giacomo Leopardi)

31/07/2008
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