Una casa di pazzi (scena)

Teatro: Una casa di pazzi

Una casa di pazzi
Una casa di pazzi

Una casa di pazzi
scritto e diretto da Roberto D’Alessandro
con Roberto D’Alessandro, Enzo Casertano, Maria Lauria, Maria Cristina Fioretti

La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. (Franco Basaglia)

In una grande casa di una nobile famiglia decaduta, tra resti di statue, capitelli, colonne spezzate e oggetti di cui oramai più nessuno ne ricorda l’utilizzo, vivono due fratelli, Attanasio (Enzo Casertano) e Remigio (Roberto D’Alessandro).
I due passano le giornate a giocare nonostante la loro età avanzata, fingono di essere i personaggi dei grandi classici della letteratura, così uno è Don Chisciotte e l’altro è Sancho Panza, Dante e Virgilio, Don Abbondio e Don Rodrigo, l’Innominato e Fra Cristofaro, i personaggi di film famosi, Nio e Morfeo di Matrix, Kill Bill di Quentin Tarantino… sono catturati dai loro rituali, per mangiare, addormentarsi, svegliarsi.
Non capiamo per quali oscuri motivi si comportino in maniera così strana, fino a quando non arriva nella loro casa Cosetta, una signora sui quaranta anni piazzata e risoluta, è mandata dal centro di supporto per i malati di mente per aiutare Remigio, che scopriamo essere tra i due fratelli il malato di mente. Attanasio da quando il padre che pensava a tutto è morto assiste il fratello Remigio, e i due vivono con il sussidio che danno per l’accompagnatore. Attanasio vorrebbe fare lo scrittore, il poeta, il giornalista, ma non fa nulla di questo e passa le intere giornate col fratello, da cui è affascinato, gli piace perdersi con lui nell’astrazione della sua pazzia. L’arrivo di Cosetta porta tutti e due alla realtà. A complicare la situazione giunge una storia d’amore tra Cosetta e Attanasio insopportabile per Remigio e la ricomparsa di una loro sorella Maria Alberta, che pretende di vendere la grande casa avita per dividere il provento e cacciare Attanasio e Remigio da dove vivono.

Una storia di grande divertimento e profonda riflessione su cosa sia la pazzia, su come sia vissuta oggi a distanza di oltre 30 anni dalla Legge Basaglia tra le pareti di una casa.

Come al solito si ride molto sui paradossi che propone il confronto con un modo di ragionare fuori dalle convenzioni di chi si crede sano, si riflette sulla pazzia, e ci si commuove per la grande umanità dei personaggi.

[Fonte: Teatro de’ Servi]