Tokyo, ora di punta

A causa della mancanza di spazi edificabili nelle citta’ e del sovraffollamento, in Giappone gli appartamenti sono sempre piu’ piccoli e costosi, i mezzi pubblici sempre piu’ affollati, e le soluzioni abitative temporanee (come hotel e alberghi) hanno ridotto al minimo le dimensioni delle camere, proponendo con successo le tiny room dei capsule hotel; destino che sembra seguire i giapponesi anche dopo la morte con i cimiteri elettronici, dove devono condividere la tomba con centinaia di altre persone.

Affollamento e caos sembrano essere le caratteristiche principali delle grandi citta’ nipponiche, che trovano la loro massima espressione nella metropolitana: in una ipotetica scala di misura dell’affollamento dei mezzi pubblici il livello ultimo potrebbe chiamarsi “Tokyo ora di punta“.

Una delle immagini piu’ significative che ci arriva dal Sol Levante e’ la puntualita’ dei suoi treni. E ne camminano veramente tanti: la rete ferroviaria giapponese e’ tra le piu’ fitte al mondo. A Tokyo vi sono tante di quelle linee ferroviarie, considerando sia le metropolitane che le linee di superficie, che quasi non si vede lo sfondo bianco della mappa che le riporta.

Butta dentro in azione
Butta dentro in azione

Ma come fanno a gestire la folla di persone dell’ora di punta che si ammucchia all’impazzata per accaparrarsi un posto in treno (cosi’ numerosa da rendere anche arduo il far chiudere le porte scorrevoli) con l’estrema puntualita’ delle corse?

Grazie alla figura professionale del … “butta dentro“: addetti in guanti bianchi che spingono e pressano i passeggeri nei vagoni consentendo ai treni di chiudere le porte e quindi di rispettare perfettamente gli orari di marcia. Il tutto con la totale complicita’ e approvazione dei passeggeri.

Anche altre nazioni, quali la Cina e la Corea, stanno pensando di adottare questo sistema.

Butta dentro in azione
Butta dentro in azione

Dalle immagini e’ facile capire che nelle metropolitane giapponesi si diventa per forza di cose “intimi“. E con il “pigia pigia” dell’ora di punta, arrivano immancabili anche le molestie…

Gia’ negli anni ’20, per eliminare il problema degli sguardi insistenti e sfacciati degli uomini, erano stati istituiti dei treni “rosa”: gli “Hanadensha“, o “Flower trains“, riservati alle sole donne.
Con il passare del tempo si e’ passati dai semplici sguardi insistenti al toccare, cosi’ che negli anni ’80 i flower trains hanno fatto la loro ricomparsa, questa volta per limitare i palpeggiamenti facilitati dal sovraffollamento.

Queste persone che approfittano del sovraffollamento dei mezzi pubblici per molestare le donne vengono chiamate “Chikan“.

Che sia un fenomeno in continua crescita lo dimostrano i dati: nel corso del 2000, sono state arrestate 911 persone, rispetto alle 538 del 1995.

Nel 2007 dei 1.897 casi di crimine commessi nella metropolitana di Tokyo, 1.886 erano denunce per molestie sessuali su carrozze affollate (tra le vittime 565 studentesse liceali e 87 studentesse delle medie). Circa il 64% delle donne giapponesi tra i 20 ed i 30 anni dice di essere stato molestato sui treni o sulle metropolitane.

La Keio Teito Electric Railway, che gestisce le linee piu’ calde di Tokyo, ha introdotto dall’8 dicembre 2000 un vagone per sole donne sulle proprie metropolitane durante le ore notturne. Il vagone rosa della Keio, con il cartello “Solo per donne“, e’ stato letteralmente preso d’assalto dalle passeggere.
Anche la Keihin Electric Express Railway, che opera tra Tokyo e Hirosaki (prefettura di Aomori), ha adottato la stessa politica e cosi’ anche la Japan Railways (JR) su sei delle sue linee.

Tabella sulla dislocazione delle carrozze solo donne sui treni per Shinjuku della Keio Teito electric railway
Tabella sulla dislocazione delle carrozze “solo donne”
sui treni per Shinjuku della Keio Teito electric railway

L’identikit del chikan e’ quanto mai vario e inquietante. Nella maggior parte degli altri paesi del mondo ci si troverebbe di fronte, in genere, a persone considerate veri maniaci sessuali. In Giappone gli accusati di tale reato sono persone normali, quali comuni impiegati che vanno al lavoro, funzionari pubblici e a volte persino poliziotti.

Sembra che molti di questi chikan non pensino a quello che fanno come a una cosa sbagliata; si e’ creata anzi una vera e propria sottocultura di queste devianze. Esistono addirittura riviste specializzate dove, per esempio, compaiono articoli su come fare riprese con una telecamera sotto la gonna di una donna e mensili con fotografie, racconti, manga e articoli “tecnici”. Una discreta serie di film pornografici e’ disponibile con contenuti simili. Negli “image club”, alcuni clienti chiedono di fare finta di essere chikan.

Nel 2007, delle 1.886 persone arrestate per molestie sessuali nelle carrozze affolate, 695 erano trentenni e 409 ventenni; il colpevole piu’ giovane aveva 14 anni ed il piu’ anziano 80.

Ma come garantirsi un po’ di tranquillita’ e di comodita’ in una metropolitana cosi’ affollata?

Pubblicità della maniglia portatile
Pubblicità della maniglia portatile “commuter strap”

Per questo viene incontro una “maniglia portatile” in grado di essere fissata col velcro a qualsiasi appiglio offerto da un affollato mezzo pubblico.

Questo “portable subway strap” e’ stato messo in vendita per 525 ¥ (circa 3,30 €) e pubblicizzato su Tsuhan Seikatsu, uno dei piu’ popolari cataloghi nipponici per la vendita per corrispondenza; caratteristica di questo oggetto e’ che e’ destinato ad un pubblico unicamente maschile.

Perche’ questo articolo non dovrebbe interessare anche le donne?

Semplicemente perche’ lo scopo principale del dispositivo non consiste nell’offrire una maggiore comodita’ a chi viaggia sui mezzi pubblici, ma dimostrare all’altro sesso che si stanno “tenendo le mani occupate” per non essere accusati di essere un chikan.

Il timore di essere ingiustamente accusati di “palpare” una passeggera a bordo dei trasporti pubblici e’ diventata una vera ossessione tra gli uomini, tanto che questo oggetto, che puo’ salvaguardare gli uomini da tale accusa, e’ stato accolto con tale entusiasmo da farne immediatamente registrare il tutto esaurito.

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Tokyo e’ una citta’ caratterizzata da una vasta estensione irregolare e un’elevatissima densita’ di popolazione. Sorge lungo la costa occidentale della Baia di Tokyo alla foce del Sumida-gawa, ed e’ abitata sin dall’epoca preistorica. Originariamente chiamata Edo (che significa “estuario“), con la restaurazione di Meiji del 1868 (che ripristino’ il dominio imperiale in Giappone) divenne capitale del Giappone prendendo il posto di Kyoto (che sino ad allora aveva vantato questo titolo) cambiando nome appunto in Tokyo che significa “capitale orientale“.

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