Scomunica ai comunisti

Scomunica ai comunisti
Scomunica ai comunisti

Correva l’anno domini 1949 quando Papa Pio XII, nella consueta udienza all’Assessore del Sant’Uffizio, approvava la decisione dei Padri del consiglio del Sant’Uffizio e promulgava il Decretum del 1 luglio 1949, con il quale vietava ai cattolici, pena la scomunica, l’iscrizione ai partiti comunisti e il fare propaganda a partiti o movimenti di ispirazione comunista, compresa la semplice diffusione della stampa comunista (in teoria incorrevano nella scomunica anche gli edicolanti se vendevano l’Unita’, quale giornale di partito).

Con il Decretum del 1º luglio 1949, meglio conosciuto come scomunica ai comunisti, la Chiesa cattolica prendeva esplicitamente le distanze dall’ideologia comunista.

Eccone il contenuto. E’ stato chiesto a questa Suprema Sacra Congregazione:

1. se sia lecito iscriversi al partito comunista o sostenerlo;

2. se sia lecito stampare, divulgare o leggere libri, riviste, giornali o volantini che appoggino la dottrina o l’opera dei comunisti, o scrivere per essi;

3. se possano essere ammessi ai Sacramenti i cristiani che consapevolmente e liberamente hanno compiuto quanto scritto nei numeri 1 e 2;

4. se i cristiani che professano la dottrina comunista materialista e anticristiana, e soprattutto coloro che la difendono e la propagano, incorrano ipso facto nella scomunica riservata alla Sede Apostolica, in quanto apostati della fede cattolica.

Gli Eminentissimi e Reverendissimi Padri preposti alla tutela della fede e della morale, avuto il voto dei Consultori, nella riunione plenaria del 28 giugno 1949 risposero decretando:

1. negativo: infatti il comunismo e’ materialista e anticristiano; i capi comunisti, sebbene a volte sostengano a parole di non essere contrari alla Religione, di fatto sia nella dottrina sia nelle azioni si dimostrano ostili a Dio, alla vera Religione e alla Chiesa di Cristo;

2. negativo: e’ proibito dal diritto stesso (cfr. canone 1399 del Codice di Diritto Canonico);

3. negativo, secondo i normali principi di negare i Sacramenti a coloro che non siano ben disposti;

4. affermativo.

Il giorno 30 dello stesso mese ed anno il Papa Pio XII, nella consueta udienza all’Assessore del Sant’Uffizio, ha approvato la decisione dei Padri e ha ordinato di promulgarla nel commentario ufficiale degli Acta Apostolicae Sedis.

(Decretum, 1 luglio 1949)

Un avviso sacro sotto forma di manifesto venne diffuso su tutti i portoni di entrata delle chiese.

Avviso della Scomunica ai Comunisti a Piacenza
Avviso della Scomunica ai Comunisti a Piacenza

Il 30 giugno 1950, la scomunica venne estesa a tutti coloro che attentavano al legittimo esercizio dell’autorita’ ecclesiastica, con particolare riferimento ai regimi comunisti dei paesi satellite della ex URSS.

La stessa congregazione del Sant’Uffizio pubblico’ il 4 aprile 1959, dieci anni dopo il Decretum, un Dubium, con lo scopo di chiarire il senso e la portata del precedente decreto, aggiornandolo alle mutate condizioni politiche.

Anche di questo breve testo se ne riporta una traduzione integrale dal latino:

E’ stato chiesto a questa Suprema Sacra Congregazione se sia lecito ai cittadini cattolici dare il proprio voto durante le elezioni a quei partiti o candidati che, pur non professando principi contrari alla dottrina cattolica o anzi assumendo il nome cristiano, tuttavia nei fatti si associano ai comunisti e con il proprio comportamento li aiutano.

25 marzo 1959

I Cardinali preposti alla tutela della fede e della morale risposero decretando:

negativo, a norma del Decreto del Sant’Uffizio del 1/7/1949, numero 1.

Il giorno 2 aprile dello stesso anno il Papa Giovanni XXIII, nell’udienza al Pro-Segretario del Santo Ufficio, ha approvato la decisione dei Padri e ha ordinato di pubblicarla.

(Dubium, 4 aprile 1959)

La scomunica ai comunisti non risulta essere stata mai ritirata.

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