Thomas Sankara

Thomas Sankara: e quel giorno uccisero la felicità

Il 15 ottobre 1987  veniva assassinato Thomas Sankara, il giovanissimo e straordinario presidente del Burkina Faso, uno dei paesi più poveri del mondo; il video che segue,  di Silvestro Montanaro – da “C’era una volta” Rai 3 – del 18 gennaio 2013, racconta abilmente l’intreccio di interessi che portò alla sua morte e la grande attualità del suo pensiero.

Sankara venne accusato di essere addirittura un folle. Perché, secondo lui, la politica aveva senso solo se era onesta ed aveva, come suo primo e fondante obiettivo, la felicità del popolo.

Affermò, con il proprio esempio personale, che la politica era servizio, non potere o arricchimento personale. Sostenne le ragioni degli ultimi, dei diversi e delle donne. Denunciò lo strapotere criminale della grande finanza. Irrise le regole di un mondo fondato su di una competività che punisce sempre gli umili e chi lavora, e che arricchisce sempre i burattinai di questa stupida arena. Urlò che il mondo era per le donne e per gli uomini, tutte le donne e tutti gli uomini e che non era giusto che tanti, troppi potessero solo guardare la vita di pochi e tentar di sopravvivere. Lo uccisero e tentarono di cancellarne ogni memoria.