No Anorexia

No anorexia
No anorexia

Il corpo consumato e quasi trasparente di una giovane donna vittima dell’anoressia.
Un’immagine esplicita che scava dritto dentro di noi, piazzando di fronte agli occhi una realta’ tremenda e spesso nascosta.

Questi ed altri sono i giganteschi manifesti che sono comparsi nel 2007 per le strade delle citta’ per la campagna “No Anorexia” di Nolita (fashion brand del gruppo Flash & Partners di Tombolo, noto marchio padovano di abbigliamento) con il supporto del Ministero della Salute, che accompagna lo slogan
“No Anorexia” con l’immagine di una ragazza vittima dell’anoressia.

La campagna si rivolgeva in particolare alle giovani donne attente alle indicazioni della moda e intendeva richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla malattia che, insieme alla bulimia, colpisce in Italia circa tre milioni di persone.

A posare per la campagna “No Anorexia” era la modella francese, Isabelle Caro, testimonial vittima dell’anoressia, malattia che in 15 anni l’ha portata a pesare 30 kg, ad essere affetta da psoriasi, a ricoprire il suo corpo di una lanugine bionda, a renderla completamente nera sotto gli zigomi e a portargli non pochi scompensi ormonali.

A fotografarla e’ stato Oliviero Toscani, Mister obiettivo, che ha messo letteralmente a nudo il suo soggetto, per mostrare a tutti e senza lasciare spazio a interpretazioni, la realta’ della malattia.

Sono pronto“, ha detto Oliviero Toscani, “alle critiche che qualcuno sollevera’ per la crudezza delle immagini proposte;“… “il paradosso e’ che ci si sconvolge davanti all’immagine e non di fronte alla realta’. Io ho fatto, come sempre, un lavoro da reporter: ho testimoniato il mio tempo“. (Tgmagazine)

Isabelle spiega cosi’ il perche’ del mostrarsi nuda e del fare da testimonial alla campagna: “Mi sono nascosta e coperta per troppo tempo: adesso voglio mostrarmi senza paura, anche se so che il mio corpo ripugna. Le sofferenze fisiche e psicologiche che ho subito hanno un senso solo se possono essere d’aiuto a chi e’ caduto nella trappola da cui io sto cercando di uscire.” … “perche’ la gente sappia e veda davvero, a cosa puo’ portare l’anoressia“. (Tgmagazine)

Le pubblicita’ shock sono spesso usate nelle campagne di prevenzione sanitaria perche’ sfruttano la tecnica del fear appeal (letteralemente, appello alla paura). Si tratta di messaggi intimidatori in cui si mostrano, anche con immagini forti, le conseguenze negative di un comportamento ritenuto dannoso per noi stessi e la collettivita’. La loro efficacia e’ ancora controversa: se e’ vero che il terrore persuade, anche la troppa ansia fa rifiutare il messaggio. Tuttavia e’ un fatto che la parte intimidatoria debba essere accompagnata da un contenuto informativo capace di svelare qualcosa di nuovo e di incidere sui nostri valori, offrendo una soluzione, ossia indicazioni per aiutare a cambiare i comportamenti.

Lasciando agli esperti la disputa sull’efficacia di questi messaggi pubblicitari e’ comunque inconfutabile la necessita’ di porre l’attenzione sui Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) che rappresentano la prima causa di morte per malattia tra le giovani italiane di eta’ compresa tra i 12 e i 25 anni. Si, perche’ anoressia e abulimia sono un male prettamente femminile con il 96% dei casi.

L’anoressia, il cui termine deriva dal tardo latino anorexia e, a sua volta, dal greco anorexia, parola composta da an (particella di negazione) e orexis appetito, ha un picco di insorgenza tipicamente adolescenziale fra i 13 e i 16 anni;
l’abulimia, invece, tra i 18-19 anni, in un eta’ che coincide con la fine degli studi liceali, quando si verificano i primi cambiamenti verso l’autonomia e l’indipendenza con l’accesso all’universita’ o l’inizio del lavoro. L’insorgenza della bulimia e’ spesso preceduta, piu’ che nell’anoressia, da ripetuti tentativi di dieta (comportamento definito come “dieting”) che solitamente falliscono entro breve tempo. Sono ragazze molto insoddisfatte del proprio corpo e del peso, con alle spalle gia’ alcuni tentativi di dimagrire.

Dal punto di vista fisico, gli effetti della malnutrizione comportano ulcere intestinali e danni permanenti ai tessuti dell’apparato digerente, disidratazione, danneggiamento di gengive e denti, seri danni cardiaci, al fegato e ai reni, problemi al sistema nervoso, con difficolta’ di concentrazione e di memorizzazione, danni al sistema osseo, con accresciuta probabilita’ di fratture e di osteoporosi, blocco della crescita, emorragie interne, ipotermia e ghiandole ingrossate.

Le ripercussioni psicologiche, invece, comportano depressione, basso livello di autostima, senso di vergogna e colpa, difficolta’ a mantenere relazioni sociali e familiari, sbalzi di umore, tendenza a comportamenti maniacali, propensione al perfezionismo.

Si stima che circa 3.500 persone l’anno si ammalano di anoressia e circa 6.000 di abulimia.

Nella rete sono circa 300.000 i siti al mondo riguardanti l’anoressia, creati da persone che soffrono di questo disturbo, spesso, pero’, al solo scopo di inneggiare all’anoressia o alla bulimia come modelli di vita. Sono molti, infatti, siti, blog, forum, comunity, gruppi, etc. proana (acronimo di pro anoressia), come vengono chiamati quelli che inneggiano all’anoressia e promia, come vengono chiamati quelli a favore della bulimia.

Navigando in Internet e digitando alcune parole chiave come thinspo, thininspiration, pro-ana, pro-mia, etc. e’ facile imbattersi, in blog, ossia diari online, di ragazze che “postano” (ossia che lasciano o affiggono un messaggio in un newsgroup o in un forum di discussione), sui loro diari alimentari, le loro aspettative, calorie, ma anche storie, sentimenti, emozioni.

Elemento distintivo che accomuna la maggior parte dei siti pro-ana (o pro-mia) e’ la descrizione del D.A. (diario alimentare), tutto quello che le autrici hanno ingerito nell’arco della giornata. Accanto ad ogni alimento c’e’ il conteggio delle calorie e la somma finale di quelle assunte nell’arco dell’intera giornata. I siti sono coloratissimi e non mancano foto delle modelle o attrici magrissime che diventano icone da seguire.

Questi siti esordiscono negli USA, negli anni 1998/1999, espandendosi poi a Inghilterra e Francia e arrivando in Italia negli anni 2002/2003. All’interno di essi viene incoraggiata anche la “creazione di comunita’ virtuali”, dove si discute e ci si da’ sostegno, non pero’ nella direzione di una qualche guarigione, bensi’ nell’obiettivo della magrezza assoluta. Nei Forum pro-ana uno spazio a parte e’ dedicato ai materiali che incentivano il delirio sintomatologico, per esempio i “10 comandamenti di Ana”, i motivi per non mangiare, i consigli per vomitare meglio, etc.

Il problema e’ di una portata tale che si e’ deciso di combatterlo non solo chiudendo o oscurando i siti dove e’ possibile, ma facendo sbarcare addirittura i terapeuti su Second life, blog e Rete in generale con l’obiettivo di offrire un sostegno o aiutare in un percorso di cura gia’ avviato chi soffre di anoressia e di disturbi alimentari in generale.

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LINK:

Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e i disordini alimentari (www.bulimianoressia.it)

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