io Saturnalia, buon Natale romano

I Saturnali (Saturnalia) erano un ciclo di festività della religione romana, dedicate al dio Saturno e alla mitica età dell’oro (un tempo di prosperità e abbondanza).

La leggenda ha origine greca e parte dall’Olimpo, quando Crono, padre di Zeus, viene spodestato dal suo trono dal figlio ed esiliato sulla Terra; secondo la tradizione disperso e senza meta viene accolto benevolmente dalle popolazioni del Lazio acquisendo il nome latino di Saturnus (Saturno).
Per ringraziare dell’ospitalità ricevuta, Saturno volle fare un regalo a queste popolazioni, donandogli un’età dell’oro, ossia un periodo di pace (militare e sociale), di uguaglianza e di prosperità.

E con i Saturnalia i romani vollero proprio ricostruire, rievocare e ricreare questa età dell’oro, come buon auspicio per il nuovo ciclo dell’anno che inizia con il solstizio d’inverno.

In epoca imperiale i Saturnali si svolgevano dal 17 al 23 dicembre, periodo fissato da Domiziano [Roma, 24 ottobre 51 – Roma, 18 settembre 96; imperatore romano dal 14 settembre 81 al 18 settembre 96].

I saturnali avevano inizio con grandi banchetti e sacrifici. I partecipanti usavano scambiarsi l’augurio io Saturnalia, accompagnato da piccoli doni simbolici, detti strenne.

Durante questi festeggiamenti era sovvertito l’ordine sociale: in un mondo alla rovescia, gli schiavi potevano considerarsi temporaneamente degli uomini liberi, e potevano comportarsi di conseguenza.

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