Io non sapevo

Io non sapevo

Roberto D’Alessandro in IO NON SAPEVO – Monologo tratto dal libro di Pino Aprile “Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero «meridionali»”

Io non sapevo di essere meridionale, nel senso non avevo mai attribuito nessun valore positivo o negativo al fatto di essere nato più a nord o più a sud di qualcun altro. Io mi ritenevo solo fortunato di essere nato in Italia, tra gli italiani più fortunati, vivevo sul mare.

Io avevo sempre creduto ai libri di scuola, alla legenda di Garibaldi, grande eroe dei due mondi, a Cavour grande tessitore dell’unità d’Italia, a Vittorio Emanuele II padre della Patria.

Io non sapevo che i piemontesi al sud fecero quello che i nazisti fecero a Marzabotto, ma tante volte, per anni e cancellarono per sempre tanti paesi, in operazioni anti-terrorismo come gli americani in Iraq. Io non sapevo che i soldati piemontesi durante le rappresaglie si concessero il diritto allo stupro delle donne meridionali, come i servi nei Balcani durante il conflitto etnico o come i marocchini delle truppe francesi in ciociaria nella invasione da sud per liberare l’Italia dal fascismo. Ignoravo completamente che in nome dell’unità Nazionale i fratelli del nord ebbero anche diritto al saccheggio delle città meridionali, come i lanzichenecchi a Roma, e che praticarono la tortura come gli americani ad Abu Ghraib, i francesi in Algeria, Pinochet in Cile.

Io non sapevo che in Parlamento a Torino, un deputato ex garibaldino, paragonò la ferocia e le stragi dei piemontesi al sud, a quelle di TamerlanoGengis Khan, Attila, e che un altro preferì tacere rivelazioni di cui l’Europa potrebbe inorridire.

Io non sapevo che i meridionali furono incarcerati senza sentenza , senza processo, come gli islamici a Guantánamo, lì qualche centinaio, terroristi per definizione perché mussulmani, da noi centinaia di migliaia, briganti per definizione perché meridionali, e se bambini briganti precoci, brigantesse le mogli e le figlie dei briganti, o solo consanguinei fino al terzo grado di parentela o persino solo paesani o sospettati tali; tutto a norma di legge, si capisce, come in Sud Africa con l’apartheid.

Io credevo che i briganti fossero proprio briganti, e non anche ex soldati borbonici, o patrioti alla guerriglia per difendere il proprio paese invaso. Io non sapevo che il paesaggio del sud divenne come quello del Kosovo, con paesi che bruciavano sulle colline, fucilazioni di massa, fosse comuni, colonne di decine di migliaia di profughi in marcia. Non riuscivo a credere che i primi campi di concentramento e sterminio in Europa furono istituiti dagli italiani del nord per torturarvi e farvi morire gli italiani del sud; come potevo immaginare che stavamo così male nell’inferno del borbone che per obbligarci ad entrare nel paradiso portato dai piemontesi ci vollero terribili rappresaglie, stragi, una dozzina di anni di combattimento, lei speciali, stati d’assedio, lager e quando riuscirono a farci smettere preferire la morte al loro paradiso, scegliemmo piuttosto di emigrare a milioni e non era mai successo!

Io avevo sempre creduto ai libri di scuola. Io tutto questo non lo sapevo.

[Monologo tratto dallo spettacolo teatrale Terroni, di Pino Aprile e Roberto D’Alessandro]


CLICCA PER CONDIVIDERE