Incoronazione di Carlo Magno di Raffaello Sanzio

Incoronazione di Carlo Magno di Raffaello Sanzio

Incoronazione di Carlo Magno di Raffaello Sanzio
Incoronazione di Carlo Magno di Raffaello Sanzio
Affresco 670×500 cm databile 1516-1517
Musei Vaticani – Stanza dell’incendio di Borgo

L’Incoronazione di Carlo Magno di Raffaello Sanzio è un affresco (circa 670×500 cm) databile al 1516-1517 e situato nella Stanza dell’Incendio di Borgo, una delle Stanze dei Musei Vaticani di Roma.

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La stanza fu utilizzata al tempo di Giulio II (pontefice dal 1503 al 1513) per le riunioni del più alto tribunale della Santa Sede: la Segnatura Gratiae et Iustitiae, presieduto dal pontefice. A questa funzione si legano le pitture della volta, commissionate dal papa a Pietro Vannucci, detto il Perugino, nel 1508. Al tempo di Leone X (pontefice dal 1513 al 1521) la stanza venne adibita a sala da pranzo e l’incarico di affrescare le pareti venne dato a Raffaello, che affidò gran parte della sua realizzazione agli allievi. Il lavoro fu portato a compimento tra il 1514 e il 1517. Gli affreschi illustrano le aspirazioni politiche di Leone X per mezzo di storie tratte dalle vite (narrate nel Liber Pontificalis) di due papi precedenti con lo stesso nome: Leone III (Incoronazione di Carlo Magno e Giuramento di Leone III) e Leone IV (Incendio di Borgo e Battaglia di Ostia ). In tutti gli episodi il papa assume i tratti del pontefice regnante Leone X. Nei monocromi dello zoccolo sono rappresentate sei figure sedute d’imperatori e sovrani protettori della Chiesa.

[Fonte: Musei Vaticani]

 

L’episodio dell’incoronazione di Carlo Magno da parte di Leone III è storicamente avvenuto nella notte di Natale dell’anno 800 nell’antica basilica di San Pietro in Vaticano. Nella sua rappresentazione si voleva alludere probabilmente al concordato tra la Santa Sede e il regno di Francia siglato nel 1515 a Bologna. Il papa ha infatti le sembianze di Leone X e l’imperatore quelle di Francesco I, re francese all’epoca della realizzazione dell’affresco.

La scena è impostata lungo una diagonale, che conduce l’occhio dello spettatore in profondità, dove sotto il baldacchino papale (decorato dalle chiavi di san Pietro), circondato da parati a festa, avviene l’incoronazione. Circondano questa sorta di platea due gruppi di cardinali, vescovi e soldati, mentre a sinistra si vede l’altare e, in primo piano, un gruppo di inservienti che sta accatastando grossi vasi argentei e aurei e un ripiano con le zampe dorate su un tavolo delle offerte, riprendendo il tema romano-imperiale dei cortei trionfali.

Secondo Vasari il paggetto inginocchiato vicino all’imperatore, che tiene la corona reale (sostituita dal papa con quella imperiale), sarebbe un giovanissimo Ippolito de’ Medici. L’architettura si rifà probabilmente, ancora una volta nelle Stanze, allo stato dei lavori in San Pietro.

Sopra la porta, per riempire l’angolo angusto, Raffaello ideò una cantoria intarsiata dalla quale si affacciano i giovani cantori incuriositi dall’evento: uno di essi regge in mano uno spartito. Papa Leone fu un grande estimatore della musica, e fu lui a istituire un celebre coro per le funzioni nella Cappella Sistina.

[Fonte: wikipedia]

 


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