I macchiaioli

I Macchiaioli rappresentarono una corrente pittorica sorta nel cuore di Firenze intorno al 1856, e più precisamente nella saletta del caffè Michelangelo (in via Cavour 21), spesso affollata di giovani artisti della vicina Accademia che si scambiavano idee spesso al di fuori di ogni regola scolastica e tradizionale.

In opposizione al Romanticismo, al Neoclassicismo ed al Purismo accademico, il movimento dei Macchiaioli afferma che la forma non esiste, ma è creata dalla luce, come macchie di colore distinte o sovrapposte ad altre macchie di colore, perchè la luce, colpendo gli oggetti, viene rinviata al nostro occhio come colore; componendo perciò i colori sulla tavolozza e riportandoli a “macchie accostate” le une alle altre sulla tela, sarà poi l’occhio dell’osservatore a mescolarli nella sua retina e ad ottenerne gli effetti desiderati; viene eliminata totalmente di conseguenza la linea ed il punto geometrico, e diventa fondamentale la rappresentazione della natura attraverso le impressioni ricevute e viste dal “vero”.

Alla rivoluzione tecnica si affiancava anche una nuova tematica che, abbandonando la retorica dei quadri storici e mitologici, si mostrava attenta anche alla realtà sociale (la schietta quotidianità, la natura e gli spazi agresti).

L’origine del nome si deve nel 1862 ad un giornalista della Gazzetta del Popolo che, in occasione di un’esposizione fiorentina, definì questi pittori in modo piuttosto ironico e dispregiativo con questo termine; termine che, in realtà, piacque così tanto agli esponenti della nuova corrente da adottarlo come nome identificativo del gruppo.

La tecnica dei macchiaioli, attraverso le frequenti visite a Parigi dei componenti del gruppo, desterà l’attenzione dei più grandi esponenti della pittura francese del periodo, diventando i precursori della pittura che di lì a poco rivoluzionerà il mondo dell’arte: l’Impressionismo francese.

Tra i principali esponenti del movimento ricordiamo Telemaco Signorini, Raffaello Sernesi, Giuseppe Abbati, Odoardo Borrani, Adriano Cecioni, Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Stefano Bruzzi, Vincenzo Cabianca, Cristiano Banti, Vito d’Ancona, Nino Costa, Ferdinando Buonamici, Niccolò Cannicci e Giovanni Boldini.