Hans Kung: ogni uomo ha il suo Dio

[…] ogni uomo ha il suo Dio, ha cioè un valore supremo in base al quale egli giudica ogni cosa, in base al quale egli si orienta praticamente, per il quale, in caso estremo sacrifica tutto. E se questo non è il vero Dio, allora è un qualche idolo, un idolo vecchio o un idolo nuovo: denaro, carriera, sesso, divertimento, –tutte cose di per sè non cattive, ma che non debbono prendere il posto di Dio, se si vuole che l’uomo non venga reso schiavo.

[Hans Küng, Perché sono ancora cristiano: Un orientamento cristiano in un tempo povero di orientamenti, traduzione di Roberto Garaventa, Casa Editrice Marietti, Genova, 1988, pp31-32]

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