Film: Hotel Rwanda

Locandina del film Hotel Rwand
Locandina del film Hotel Rwand

Titolo originale del film Hotel Rwanda
Nazione: Canada, Regno Unito, Italia, Sud Africa
Anno: 2004

Genere: Drammatico
Durata: 121′
Regia del film: Terry George

Cast del film: Don Cheadle (Paul Rusesabagina), Sophie Okonedo (Tatiana Rusesabagina), Nick Nolte (Colonello Peter Oliver), Antonio David Lyons (Thomas Mirama), Cara Seymour (Pat Archer), Joaquin Phoenix (Jack), Desmond Dube (Dube), David O’Hara (David), Fana Mokoena (Generale Augustin Bizimungo), Hakeem Kae-Kazim (George Rutagunda), Tony Kgoroge (Gregoire), Mosa Kaiser (figlia di Paul), Mothusi Magano, Mathabo Pieterson (figlia di Paul), Ofentse Modiselle (Roger Rusesabagina), Xolani Mali (Poliziotto), Rosie Montene (Receptionist), Neil McCarthy (Jean-Jacques), Leleti Khumalo (Fedens), Jean Reno (Presidente della Sabena Airlines)

Soggetto: Keir Pearson, Terry George
Sceneggiatura: Keir Pearson, Terry George
Fotografia: Robert Fraisse
Montaggio: Naomi Geraghty

Effetti speciali: Val Wardlaw
Musiche: Jerry Duplessis, Rupert Gregson-Williams, Andrea Guerra
Scenografia: Johnny Breedt, Tony Burrough

Produzione: Kigali Releasing Limited, Industrial Development Corporation of South Africa, Inside Track Films, Lions Gate Films Inc., Miracle Pictures, United Artists
Distribuzione: Mikado
Data di uscita: 11 Marzo 2005 (cinema)

Il film Hotel Rwanda è la vera storia di Paul Rusesabagina, gestore di un albergo in Ruanda, e dei rifugiati che ha accolto, durante la guerra civile che nel 1994 (dal 6 aprile alla metà di luglio del 1994) ha visto in cento giorni il genocidio di un milione di Tutsi ad opera dei rivali Hutu senza che la comunita’ internazionale facesse nulla, se non lasciare a poche forze dell’Onu il compito di un’interdizione di scarsa efficacia.

In Hotel Rwanda non si fa polemica ma si parla alla coscienza degli spettatori grazie alle vicende di uno “Schindler list” africano, anche se lui non vuole essere definito cosi’. Paul Rusebagina, un africano direttore di un Hotel della catena Sabena, grazie al coraggio personale e a un altruismo che gli impediva di veder morire la gente senza far nulla, si prese carico di salvare piu’ di 1200 persone.

Il film Hotel Rwanda non edulcora la situazione pur riuscendo a non scadere in immagini gratuite di violenza e mutilazioni che nulla aggiungerebbero ai fatti, ne’ fa del protagonista un santo.

Semplicemente racconta una storia che la coscienza e i media hanno cancellato, che deve anche far riflettere sul ruolo dell’informazione.

Paul piange perche’ mentre si toglie la giacca e la cravatta e rinuncia al suo impeccabile look di manager, sa di dover rinunciare anche alla sua identita’ occidentale, quella per cui ha sempre vissuto.

Gli Occidentali gli hanno regalato una tranquilla vita borghese e un lavoro, e che lavoro, quello di Direttore del lussuoso Hotel “Des Mille Collines” di Kingali.

Gli hanno fatto credere di essere uno di loro, ma non e’ cosi’, non puo’ essere piu’ cosi’: Paul e’ un nero, e’ africano e soprattutto e’ un Hutu e gli Hutu in Ruanda stanno massacrando l’etnia rivale, i Tutsi.

E se gli Occidentali vogliono stare alla finestra a guardare, lui non puo’ permetterselo.

Potrebbe salvare solo se stesso e la sua famiglia, ma l’amore e la compassione per il suo popolo lo porteranno invece, barricato nel “Mille Collines”, a prendersi carico dell’incolumita’ di piu’ di 1200 persone.

Fatti, vicende e colpi di scena scorrono sullo schermo e si accavallano in due ore di pellicola.

Gia’ dalle prime immagini il film vuole rendere lo spettatore partecipe delle condizioni di vita di un paese in forte trasformazione e in forte presenza di contrasti e corruzione: da un lato con il suo tentativo di “occidentalizzarsi” e di entrare in un modello di vita agiato (come mostrato dalle scene di vita quotidiana del protagonista, Paul Rusesabagina di etnia Hutu e di sua moglie Tatiana di etnia Tutsi, che vi vede giocare in giardino con i bambini, nel piu’ perfetto stereotipo di famiglia agiata occidentale), dall’altro mostrando la corruzione ed il malaffare che lo pervadono (con la scena all’aeroporto di Kigali, dove il protagonista preleva un pacco direttamente da un aereo e da’ una mancia all’addetto ai bagagli affinche’ questi non gli faccia passare la dogana), e l’odio etnico che stava per scoppiare in un incendio incontrollabile (con la visita del protagonista presso un magazzino, dove contratta l’acquisto di prodotti alimentari per il proprio albergo. Durante la trattativa il proprietario del magazzino, che e’ evidentemente un locale signore della guerra di etnia Hutu, cerca di convincerlo della necessita’ di entrare dalla sua parte politica. Cade improvvisamente una cassa dalla quale, rompendosi, escono centinaia di Machete acquistati dalla Cina per 10 centesimi di dollaro. E’ ora chiaro allo spettatore quello che sta per iniziare e quali saranno le armi di questo genocidio che dovra’ partire al grido di “Tagliate la cima agli alberi alti“).

Le star Nick Nolte e Joaquin Phoenix piu’ Sophie Okonedo (“Piccoli affari sporchi“) sostengono un gigantesco Don Cheadle (“Boogie Nights” o “Traffic“) che riempie lo schermo con l’umanita’ del suo Paul.

[Fonte: Film UpMy Movies]