Festa dei lavoratori

Festa dei lavoratori, il quarto stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo
“Il Quarto Stato”, 1901
di Giuseppe Pellizza da Volpedo
(Volpedo, 28 luglio 1868 – Volpedo, 14 giugno 1907)
Olio su tela, 293 × 545 cm

Con la Festa del 1° maggio si intendono ricordare le battaglie operaie per la conquista dei diritti dei lavoratori, prima tra tutte quella sull’orario di lavoro giornaliero fissato sulle otto ore (in Italia con il r.d.l. n. 692/1923), con particolare riferimento ai fatti che si verificarono a Chicago (IllinoisU.S.A.) nei primi giorni di maggio del 1886, di seguito riassunti:

nell’estate del 1884 la FOTLU, Federation of Organized Trades and Labor Unions of the United States and Canada, la federazione di sindacati nata il 15 novembre 1881 a Terre Haute nell’Indiana (U.S.A.), predecessore della AFL (American Federation of Labor) che nascera’ l’8 dicembre 1886, visto il protrarsi delle condizioni di lavoro che vedevano molti operai avere turni di lavoro massacranti, dalle dieci alle dodici ore giornaliere proclamo’ per il 1° maggio 1886 una manifestazione nazionale per rivendicare la giornata lavorativa di otto ore. Una richiesta non particolarmente radicale, in quanto la legge gia’ dal 1867 prevedeva la giornata lavorativa di otto ore, che pero’, per le deroghe fatte firmare ai lavoratori dai datori di lavoro come condizione per l’assunzione e l’impotenza del governo Federale nel contrastare il fenomeno, veniva puntualmente aggirata e disattesa.

Nei due anni che precedettero la grande manifestazione nazionale, i sindacati con gli slogan “otto ore per lavoro, otto ore di riposo, otto ore per cio’ che vogliamo!” e “o accorciare le ore o aumentare la paga“, catturarono l’immaginazione di tutti i lavoratori del paese.

Due degli organizzatori di queste manifestazioni furono Lucy e Albert Parsons.
Lucy (nome da nubile Lucia Eldine Gonzalez) era nata schiava da famiglia afro-americana in Texas nel 1853. Ha lavorato per l’Ufficio di presidenza Freedman dopo la guerra civile. Dopo il matrimonio con Albert, si trasferisce a Chicago dove e’ attivissima all’interno della Working Women’s Union (Unione delle Donne Lavoratrici), in seguito, intorno all’anno 1880, quando la coppia si ritrova insieme nel Knights of Labor, Lucy si occupa dell’organizzazione sindacale delle sarte.
Albert era uno scrittore, un membro dei Knights of Labor (Cavalieri del Lavoro), direttore del giornale del lavoro The Alarm e uno dei fondatori della Chicago Trades and Labor Assembly.

Cosi’, il primo maggio 1886, 400 mila lavoratori di dodicimila fabbriche degli Stati Uniti incrociarono le braccia.

I sindacati di Chicago, piu’ forti viste le estreme condizioni di lavoro in citta’, nel rivendicare la giornata lavorativa di otto ore portarono in piazza ben 80.000 lavoratori appartenenti ad ogni settore, che a braccetto marciarono con le loro bandiere sindacali per le vie di Michigan Avenue. Questa solidarieta’ fece temere in una rivoluzione dei lavoratori e porto’ gia’ molti datori di lavoro a ridurre l’orario di lavoro mantenedo la stessa paga.

Il 2 maggio 1886, Albert Parsons ando’ in Ohio per organizzare dei raduni anche li’, mentre Lucy Parsons ed altri organizzarono un’altra marcia pacifica di 35.000 lavoratori.

Il 3 maggio 1886 di fronte alla fabbrica di mietitrici McCormick di Chicago in Haymarket Square, dove era in corso un picchettaggio di lavoratori, scontri tra polizia e manifestanti portarono alla morte di quattro persone ed al ferimento di un centinaio.

Il 4 maggio 1886 sempre davanti al presidio di Haymarket Square oggetto dei sanguinosi scontri del giorno prima, 20.000 lavoratori si ritrovano per un comizio con i loro leader; nonostante il prevedibile clima teso, il tutto si stava svolgendo in modo sostanzialmente pacifico quando una improvvisa esplosione provoco’ la morte di un agente di polizia (Mathias J. Degan); la polizia, allora, apri’ il fuoco sulla folla, ferendo dozzine di persone e uccidendone undici, tra le quali anche sette agenti, colpiti accidentalmente dai loro stessi colleghi, passando alla storia come il massacro di Haymarket Square.

Nascita del 1° maggio

Il 20 luglio 1889 a Parigi, nel corso del congresso fondativo della Seconda internazionale viene determinato che:

Una grande manifestazione sara’ organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le citta’, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorita’ di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi“.

La data scelta non pote’ che essere quella del primo maggio, in ricordo del massacro dell’Haymarket square di Chicago conseguenza della grande mobilitazione operaia iniziata il 1° maggio 1886: NASCE COSI’ IL 1° MAGGIO.

Ma ancora si e’ lontani dal riconoscimento del primo maggio come festa dei lavoratori da inserire nel calendario civile.

Ma ancora si e’ lontani dal riconoscimento del primo maggio come festa dei lavoratori da inserire nel calendario civile.

I fatti del maggio del 1886 con le pressioni e la passioni che suscitarono, portarono il Presidente degli Stati Uniti Stephen Grover Cleveland [Caldwell, 18 marzo 1837 – Princeton, 24 giugno 1908 – Presidente Americano numero 22 (dal 1885 al 1889) e 24 (dal 1893 al 1897)] a fargli ritenere che il primo maggio potesse costituire un’opportunita’ per commemorare questo episodio.

Man mano che la manifestazione del 1° maggio 1890, indetta dalla Seconda Internazionale a Parigi si avvicinava le organizzazioni dei lavoratori intensificarono l’opera di sensibilizzazione sul significato di quell’appuntamento. In un volantino diffuso a Napoli il 20 aprile 1890 si legge:

Lavoratori ricordatevi il 1 maggio di far festa. In quel giorno gli operai di tutto il mondo, coscienti dei loro diritti, lasceranno il lavoro per provare ai padroni che, malgrado la distanza e la differenza di nazionalita’, di razza e di linguaggio, i proletari sono tutti concordi nel voler migliorare la propria sorte e conquistare di fronte agli oziosi il posto che e’ dovuto a chi lavora. Viva la rivoluzione sociale! Viva l’Internazionale!“.

Le paure degli imprenditori e della borghesia trovano cassa di risonanza nella stampa conservatrice e nei governi meno liberali, alimentando tutti un clima di tensione.
In Italia il governo di Francesco Crispi attua drastiche misure di prevenzione e vietando qualsiasi manifestazione pubblica sia per la giornata del 1 maggio che per la domenica successiva (4 maggio), schierando poliziotti, carabinieri, corpi dell’esercito e squadroni di cavalleria.
La riuscita della mobilitazione era quanto mai incerta. A questo si aggiungevano anche le oggettive difficolta’ organizzative e di coordinamento.
Nonostante tutto, la partecipazione dei lavoratori fu altissima, determinando la riuscita internazionale della mobilitazione.

Visto il successo di quella che avrebbe dovuto essere una rappresentazione unica, venne deciso di replicarla per l’anno successivo.

Il 1 maggio 1891 e’ confermata la straordinaria presa di quell’appuntamento, tanto da indurre la Seconda Internazionale a rendere permanente quella che, da li’ in avanti, dovra’ essere la “festa dei lavoratori di tutti i paesi

In Italia fu soppressa nel 1923 durante il ventennio fascista (sostituita con la celebrazione dei natali di Roma del 21 aprile) dal R.D. 19/4/1923 n. 833, per poi essere ripristinata nel 1945 al termine della seconda guerra mondiale ed inserita nel D.L. luogoteneziale 22/4/1946 n. 185 come festivita’ civile.

Nel 1992 nella piazza di Chicago oggetto del massacro, nel punto dove si trovava il palco degli oratori, venne apposta una targa con scritto:

«Dieci giorni di scontri tra i lavoratori e gli industriali culminarono qui in incidenti che portarono alla tragica morte di lavoratori e poliziotti.

Il 4 maggio 1886, i presenti ad un presidio operaio si raccolsero intorno all’imbocco di Crane Alley. Un contingente della polizia giunto da Des Plaines Street venne attaccato con una bomba lanciata da sud. Il processo seguente ad otto attivisti guadagno’ l’attenzione mondiale del movimento operaio e diede vita alla tradizione del Primo maggio in molte citta’.

25 marzo 1992. Il sindaco Richard M. Daley».

Il 14 settembre 2004 fu inaugurato a Chicago l’Haymarket Memorial, un monumento in bronzo su piedistallo in cemento opera dell’artista Mary Brogger raffigurante un carro (in ricordo delle mietitrici degli operai della McCormick), in commemorazione della rivolta di Haymarket.

Il massacro di Haymarket Square

Il massacro di Haymarket Square

Il processo per l’esplosione, presieduto dal giudice Joseph Gary, porto’ alla condanna di otto anarchici, di cui sette alla pena di morte per impiccagione (August Spies, Albert Parsons, Adolph Fischer, George Engel, Louis Lingg, Michael Schwab, Samuel Fielden) e uno a 15 anni di reclusione (Oscar Neebe).

Lingg si suicido’ in cella;

Fielden e Schwab nei processi d’appello si videro commutare dal governatore dell’Illinois Richard James Oglesby la condanna capitale in ergastolo;

Parsons, Fischer, Engel e Spies vennero impiccati l’11 novembre 1887; quest’ultimo prima di essere disse: “verra’ il giorno in cui il nostro silenzio sara’ piu’ forte delle voci che strangolate oggi“.

Il 26 giugno 1893 il Governatore dell’Illinois John P. Altgeld, dopo aver constatato l’innocenza di tutti e otto i condannati, firmo’ i provvedimenti di grazia dei superstiti Fielden, Neebe e Schwab, condannando l’intero sistema giudiziario che aveva permesso questa ingiustizia.

Lingg, Spies, Fischer, Engel, Parsons, Schwab e Neebe vennero sepolti nel German Waldheim Cemetery di Forest Park (Chicago).

I fatti occorsegli portarono gli otto condannati ad essere definiti i Martiri di Chicago alla cui memoria, nel 1893, fu eretto nel German Waldheim Cemetery di Forest Park (Cook County – Chicago) dallo scultore Albert Weinert il monumento ai martiri di Haymarket (Haymarket Martyrs’ Monument), in seguito dichiarato dal Dipartimento dell’Interno degli Stati Uniti come National Historic Landmark, ossia opera di interesse storico di portata nazionale.

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