Esercito guerrieri terracotta

L’esercito dei guerrieri di terracotta e il Mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huangdi

Lintong Mausoleum
Lintong Mausoleum

Il Mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huangdi, situato a Lintong nello Shaanxi, a 40 km a est di Xi’an, l’antica Chang’an che e’ stata capitale imperiale di molte dinastie fino al 907 d.C., nella Cina occidentale, e’ una delle tombe imperiali piu’ grandi come dimensione, piu’ straordinarie come struttura e piu’ ricche di contenuto del mondo. La fossa dell’Esercito dei guerrieri di terracotta, come una delle fosse secondarie della tomba dell’imperatore Qin Shi Huangdi, e’ famosa come le Piramidi d’Egitto ed e’ anche chiamata l’ottava meraviglia del mondo’.

Qin Shi Huangdi (o Ch’in; Ying Zheng) (259- 210 a.C.) fu il primo imperatore della societa’ feudale cinese ed un personaggio da sempre fonte di dispute nella storia della Cina. Qin Shi Huangdi e’ stato il primo imperatore ad unificare la Cina, adottando poi una serie di misure per promuovere lo sviluppo della societa’, dell’economia e della cultura, come l’unificazione delle monete, dei caratteri e delle unita’ di lunghezza, capacita’ e peso. Nel frattempo per prevenire le aggressioni delle minoranze della Cina settentrionale, egli costrui’ la Grande Muraglia come mezzo di difesa dai nemici. Queste misure fecero di lui un famoso uomo politico nella storia cinese. Tuttavia Qin Shi Huangdi fu anche eccessivamente crudele. Per controllare la mente del popolo, adotto’ l’iniziativa disumana dell’incendio dei libri e del seppellimento dei letterati, facendo bruciare i libri non corrispondenti ai criteri governativi e seppellendo addirittura vivi molti letterati che nutrivano opinioni diverse dalle sue, in modo da tutelare il potere della dinastia Qin.

Subito dopo aver unificato il paese, l’imperatore Qin Shi Huangdi inizio’ a costruire la sua tomba, a cui lavorarono circa 700.000 persone provenienti da tutto il paese per circa 40 anni. Nonostante cio’, proprio per la sua maestosita’, alla morte dell’imperatore questa non era ancora stata terminata.

Xian cartina
Xian cartina

Il Mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huangdi, come abbiamo detto, e’ posto a Lintong, un chilometro a nord del Monte Lishan, alla periferia di Xi’an, nella provincia dello Shaanxi, e copre una superficie 56 kmq. La base della struttura e’ pressoche’ quadrata, con una lunghezza da sud a nord di 350 metri, da est a ovest di 345 metri e un’altezza di 76 metri, e dal punto di vista generale ha la forma di una piramide.

La camera funeraria, non ancora portata totalmente alla luce, sarebbe cosi’ profonda da attraversare 3 livelli di falde acquifere, con pareti in bronzo e circondata da fiumi di cinabro, cioe’ solfato di mercurio che, per la filosofia taolista, sarebbe un attivatore energetico per l’immortalita’. L’immortalita’ era una fissazione dell’Imperatore, che aveva organizzato numerose spedizioni per terra e mare, alla ricerca del famoso elisir.

Attraverso ricerche, gli archeologi cinesi hanno scoperto che intorno al mausoleo sono sparse circa 5000 fra fosse per il corredo funebre e tombe secondarie di dignitari e operai che hanno costruito il mausoleo. Fra le fosse del corredo funebre, si trovano fosse con carrozze e cavalli di bronzo; simboli dei mezzi di trasporto utilizzati dell’imperatore, una fossa-stalla, che indica l’allevamento dei cavalli a corte, e le fosse dell’esercito dei guerrieri, simbolo delle enormi forze militari della dinastia Qin.

L' esercito dei guerrieri di terracotta dell'imperatore Qin Shi Huangdi
L’ esercito dei guerrieri di terracotta
dell’imperatore Qin Shi Huangdi

Queste statue di soldati rappresentano il cosi’ detto Esercito dei guerrieri di terracotta dell’imperatore Qin Shi Huangdi, riconosciuto, come abbiamo detto, come l’ottava meraviglia del mondo.

Questa meraviglia e’ venuta alla luce per caso; nel 1974 alcuni contadini locali della comune agricola di Yanzhai che stavano scavando un pozzo trovarono dei frammenti di terracotta, tuttavia non vi prestarono alcuna attenzione, preparandosi a distruggerli. Per fortuna un addetto alla tutela dei cimeli culturali si trovava sul posto, e dopo avere visto i pezzi si accorse che questa era una grande scoperta, riferendo subito la situazione ai funzionari dell’Assessorato ai beni culturali del distretto. In questo modo e’ emerso l’Esercito dei guerrieri di terracotta, che ha stupito il mondo intero.

Le ricerche archeologiche portarono alla luce, nel corso degli anni a partire dal 1974, fosse contenenti uomini di terracotta armati, carri, cavalli, statue di servitori, mandarini, concubine e oggetti di vita quotidiana come vasi ed utensili.

Attualmente dalle fosse sono stati portati alla luce 500 guerrieri di terracotta, 18 carrozze in legno e oltre 100 cavalli di terracotta.

Cocchio esercito guerrieri di terracotta
Cocchio esercito guerrieri di terracotta

Sono state rinvenute tre fosse contenenti ognuna un esercito in terracotta. Tutte e tre le fosse sono state scavate, ma la n.2 (che contiene circa 1000 guerrieri, e’ posta 20 m a nord della n. 1) e la n.3 (che e’ posizionata a occidente della numero 2 e poco a nord del muro occidentale della n. 1, contiene circa 68 generali) sono state successivamente ricoperte per motivi di conservazione; le ricerche sono state concentrate intorno alla fossa n. 1, la piu’ grande.

La fossa n. 1 pavimentata con mattoni crudi contiene 6000 guerrieri alti da 1,75 a 1,97 m, senza dubbio la guardia imperiale vista la statura decisamente superiore alla media dei cinesi; ogni statua, piena fino alla cintura e cava nel tronco e nella testa, pesa fino a 200 kg. Meno di una terza parte della fossa n.1 e’ stata conservata sterrata ed e’ stata restaurata. I due terzi posteriori sono stati parzialmente sterrati e sono stati ricoperti per conservarli e restaurarli in un secondo tempo. Tre file di 70 balestrieri e arcieri ciascuna aprono la falange sul lato orientale e dietro a loro, disposti su 36 file di 150 guerrieri ciascuna, sono le varie squadre. Ogni squadra su 4 file e’ assistita da un carro montato da un auriga e un arciere e trainato da 4 cavalli (lunghi 2 m e alti 1,5 al garretto). Ci sono 35 carri nella prima fossa. Il fianco settentrionale, meridionale e occidentale e’ occupato da una fila di guerrieri che guarda l’esterno come per avvistare un eventuale attacco.

I carri erano in legno come anche buona parte delle armi (piu’ di 10.000 fra lance, archi, frecce, balestre e asce da guerra) ma le lame delle armi, le punte delle frecce e le spade erano in bronzo. Il legno si e’ decomposto lasciando calchi che ne hanno permesso la ricostruzione e le parti in bronzo stupendamente conservate e spesso ancora affilate e luccicanti sono state trovate ai piedi delle statue.

Volti esercito guerrieri di terracotta
Volti

Ogni guerriero e’ diverso dall’altro, le acconciature sembrano essere state fatte in fretta e all’ultimo momento, varie sono le uniformi e le fatture delle corazze a sottolineare che la guardia imperiale era composta da combattenti dei vari eserciti e provenienti da tutta la Cina.

Ogni volto e’ diverso, chi ha un difetto (labbro leporino, sfregio, orecchio mozzato) chi porta baffi, chi barba e chi entrambi. Ci sono i lancieri col polso verticale stretto intorno all’impronta della lancia, gli arcieri col polso orizzontale stretto intorno all’impronta lasciata dall’arco, gli aurighi con le braccia tese e le mani nell’atteggiamento di stringere le redini (erano in cuoio e borchiate in bronzo dorato). Ma tutti hanno l’aria triste, mesta, nobile e dignitosa. Proteggono il Palazzo delle Tenebre che sta dietro a loro e vegliano sull’uomo piu’ potente del mondo, un uomo che sembrano ancora ammirare dopo ventidue secoli a giudicare dai tratti pietrificati dei loro volti.

Dettaglio esercito guerrieri di terracotta
Esercito guerrieri di terracotta
Dettaglio

Quest’esercito rappresenta una fedele replica dall’armata che aveva unificato la Cina. Tuttavia, nelle fosse, sono state trovate poche armi, poiche’ furono saccheggiate da ribelli che si insediarono sul trono imperiale: la dinastia Han. Dalle posizioni delle mani e del corpo delle statue, possiamo pero’ immaginare le tecniche di combattimento di fanti, alabardieri, arcieri e balestrieri. Si combatteva soprattutto a piedi; i carri ed i cavalli servivano per dirigere i movimenti della fanteria. La cavalleria fu introdotta piu’ tardi, per affrontare i guerrieri nomadi che in battaglia utilizzavano appunto i cavalli. Le statue colpiscono inoltre per il loro realismo e nei particolari: la tecnica usata per realizzarli consisteva nel compattare cerchi di argilla in modo da creare un tubo (il torace) e completate con l’aggiunta di gambe e braccio. La struttura poi, veniva ricoperta di blocchetti di argilla per creare le uniformi e decorata successivamente.

Guerriero di terracotta
Guerriero di terracotta

L’Esercito dei guerrieri di terracotta ha suscitato l’ammirazione dai popoli dei vari paesi, e molti ospiti stranieri raggiungono da lontano la Cina appositamente per visitarlo. Nel corso di visite nel nostro paese, importanti esponenti politici stranieri hanno chiesto di poter visitare il sito. L’ex-presidente americano Ronald Reagan ha definito l’Esercito dei guerrieri di terracotta una grande meraviglia dell’umanita’.

A causa di motivi legati alla tecnica di preservazione dei cimeli e per una migliore tutela del mausoleo da parte del governo cinese, attualmente la Cina non intende ancora procedere agli scavi della tomba principale del complesso. Negli ultimi anni, dalle fosse collaterali sono emersi 50.000 cimeli storici, fra cui numerosi tesori, come la carrozza di bronzo scoperta nel 1980 dagli archeologi.

Guerriero di terracotta
Guerriero di terracotta

Secondo i contenuti di queste fosse e le registrazioni interessate dei testi storici cinesi, il Mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huangdi costituirebbe una riproduzione della dinastia Qin. Dopo la sua morte, Qin Shi Huangdi poteva cosi’ continuare a governare. Tuttavia, incredibilmente; solo tre anni dopo la sua morte, la dinastia Qin fu rovesciata da una rivolta di contadini. Tuttavia questo mausoleo, dalle dimensioni maggiori ed il piu’ ricco di tesori fra le tombe imperiali cinesi, e’ sopravvissuto per oltre 2000 anni, diventando una testimonianza della storia cinese. A causa del suo grande valore storico, nel 1987 il Mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huangdi e’ stato inserito dall’Unesco nella lista del Patrimonio culturale mondiale.

Planimetria dell'area del Mausoleo di Qui Shi Huangdi
Planimetria dell’area del Mausoleo di Qui Shi Huangdi

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