Conoscere e combattere il mal d’auto

La chinetosi (o cinetosi) o mal da movimento, è un disturbo neurologico che alcuni individui provano in seguito a degli spostamenti ritmici o irregolari del corpo durante un moto, ad esempio in altalena, in una giostra, in ascensore, a cavallo o durante spostamenti con mezzi di trasporto quali nave, automobile, aereo etc., assumendo così di volta in volta il nome di mal d’auto, mal di mare, mal d’aereo, etc…

Solitamente si incomincia con la nausea e un disagio percepito a livello dell’addome superiore, associati ad un crescente senso di malessere. A questi possono seguire sudorazione fredda,  pallore (che innesca automaticamente anche uno stato d’ansia che aggrava tutta la sintomatologia), mal di testa, vertigini, iperventilazione, ipersalivazione, vomito (spesso intenso e persistente). In alcune persone, inoltre, possono manifestarsi anche stanchezza e debolezza, confusione e senso di svenimento.

Sono più soggetti alla chinetosi: i bambini dai 2 ai 12 anni, le donne soprattutto se in gravidanza o durante il ciclo mestruale, le persone che soffrono di emicrania o che hanno un mal di testa in corso. Altri fattori predisponenti sono: i rumori fastidiosi, il calore eccessivo, la scarsa ventilazione nel mezzo di trasporto.

I trattamenti per la cinetosi possono variare da semplici consigli per l’auto-gestione (di seguito riportati), all’uso di braccialetti antinausea (che esercitano una pressione tra i due tendini nella parte interna dell’avambraccio a circa 3 cm dalla piega del polso, in corrispondenza del punto P6 della medicina cinese), all’uso di integratori o preparati a base di erbe (ad esempio zenzeroscleranthus, pulsatilla, menta, Anamirta cocculus, zafferano) o di terapie farmacologiche vere e proprie (al solo scopo esemplificativo e non esaustivo, principi attivi come la scopolamina, disponibile anche in formato cerotto transdermico, il dimenidrinato, la cinnarizina, la meclizina).
Gli integratori o preparati a base di erbe e i farmaci possono essere soggetti ad effetti indesiderati, collaterali o interazioni anche gravi, interferire con altri farmaci, o non essere somministrabili in presenza di specifiche patologie: per l’uso di questi è quindi necessario consultare preventivamente il medico per valutare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e condizioni di salute.

CONSIGLI PER L’AUTO-GESTIONE:

  1. Ridurre al minimo i movimenti della testa e del corpo.
  2. Fissare la visione su qualcosa di distante come l’orizzonte, per ridurre così al minimo gli input sensoriali contraddittori (vista e labirinto orecchio invieranno così al cervello informazioni coerenti); chiudere gli occhi può aiutare a ridurre i sintomi, così come dormire. Leggere, usare tablet o giocare con apparecchi elettronici, invece, aggravano la sintomatologia.
  3. Prendere un po’ d’aria fresca, e non fumane né stare in un ambiente dove si fuma.
  4. Evitare di mangiare pasti abbondanti e di bere alcolici prima di un viaggio.
  5. Rilassarsi magari ascoltando della musica.
  6. Tenere a disposizione degli spuntini farinacei come pane tostato, cracker e brezel (pretzel). Questi snack asciutti e dal sapore neutro sono in grado di stabilizzare uno stomaco “sottosopra” assorbendone i succhi gastrici, calmandone i fastidi.
  7. Se si viaggia in aereo scegliere dei posti nella parte anteriore del velivolo o in prossimità delle ali.
  8. Se si viaggia in nave, richiedere una cabina nella parte anteriore o centrale della nave.
  9. Se si viaggia in automobile, guidare o sedersi nel sedile del passeggero anteriore.
  10. Far mantenere uno stile di guida il più possibile uniforme, evitando brusche frenate, accelerazioni brucianti o violente sterzate. Curve e tornanti peggiorano senz’altro il disturbo.
  11. Fermarsi ai primi sentori dei sintomi, scendere e prendere una boccata d’aria sgranchendosi anche le gambe.
  12. Alcuni farmaci possono accentuare il senso di nausea da chinetosi; tra questi, antibiotici, antiparassitari, estrogeni, cardiovascolari, analgesici (narcotici e non steroidei), antidepressivi, per l’asma, bifosfonati, etc…

Oltre al mal da movimento c’è però anche il “Mal de debarquement” o mal di terra. La malattia dello sbarco dopo viaggi in nave o aereo, dove si continua a percepire (anche per un lungo periodo) una continua sensazione di dondolio o di ondeggiamento.

PERCHE’ VIENE IL MAL DI VIAGGIO

Una delle teorie più diffuse e convincenti sul mal di viaggio è quella che vede nei disturbi ad esso associati (nausea, sudorazione, pallore, vomito, vertigini, etc…) le classiche reazioni fisiologiche ad un avvelenamento. Ma se non si è ingerito nulla, come fa il cervello a credere di essere stato avvelenato?

L’apparato vestibolare, che fa capo all’orecchio interno, dà informazioni su gravità, accelerazione e orientamento, determinando l’equilibrio; la vista dal canto suo riconosce i ritmi regolari in cui i paesaggi scorrono davanti alla retina e il tipico dondolio associato ai passi o alla corsa che, associati ai segnali della pressione e forza esercitata da gambe e piedi inviati dai muscoli, danno al cervello la consapevolezza della posizione che il nostro corpo occupa nello spazio, facendo riconoscere queste azioni come coerenti e famigliari. D’altronde sono i nostri movimenti più congeniali e verso i quali tutto il nostro organismo (cervello compreso) si è adattato imparandoli a riconoscere nei circa due milioni di anni di evoluzione nella storia dell’uomo.

Nell’abitacolo di un veicolo (auto, aereo o nave che sia), invece, gli input inviati al cervello si fanno contraddittori. Nessuna pressione, nessuna contrazione muscolare, nessun paesaggio che scorre, se non da una ridotta porzione di finestrino. Si è quindi fermi. Eppure, il sistema vestibolare, che obbedisce alle leggi della fisica, percepisce il movimento e le alte velocità e comunica al cervello l’informazione che ci si sta muovendo.

Questa duplicità di segnali, quasi come se i sensi principali fossero stati ingannati, viene percepita dalla parte più primitiva del cervello come l’effetto di una neurotossina. E qual è la prima cosa che si fa quando si è stati intossicati? Si vomita, appunto.

 

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