L'attimo fuggente conformismo

Conformismo

Conformismo

Professor Keating: Avrete notato che ognuno di voi si muove con la sua particolare andatura. Per esempio Pitts, se la prende comoda, tanto prima o poi arriverà. Invece Cameron sta pensando “Andrà bene? Forse si, ma certo. O forse no, chi lo sa?” E il nostro Overstreet è mosso da profonda passione… Lo sappiamo tutti, non è vero?
Ma non li ho fatti marciare per deriderli, li ho fatti marciare per illustrare la questione del conformismo, la difficoltà di mantenere le proprie convinzioni di fronte agli altri.
Alcuni di voi hanno l’aria di pensare: “Ah, io avrei marciato diversamente!”. Allora chiedetevi: perché battevate le mani? Ci teniamo tutti ad essere accettati, ma dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri, anche se ad altri sembrano strani e impopolari, anche se il gregge può dire “Non è beeeeene”.
Come ha detto Frost, “due strade trovai nel bosco e io, io scelsi quella meno battuta. Ed è per questo che sono diverso.”
Voglio che troviate la vostra camminata adesso, il vostro modo di correre e passeggiare, in ogni direzione, comunque vogliate, che sia fiero o che sia sciocco, sta a voi. Giovanotti, il cortile è vostro. Non dovete dare spettacolo, lo fate per voi stessi. Beh, Dalton, non partecipa?

Charlie: Esercito il diritto di non camminare.

Professor Keating: Grazie mille Dalton. Ha afferrato l’idea al volo. Andate pure controcorrente.

[Tratto dal film: l’attimo fuggente]