Charlie Chaplin: discorso all’umanità

Il grande dittatore (The Great Dictator), è il capolavoro diretto, prodotto e interpretato da Charlie Chaplin. Uscì nelle sale americane nel 1940 (probabilmente il 15 ottobre 1940): fu il primo sonoro dell’ex Charlot; per il debutto italiano con una versione tagliata bisognò attendere il 1946 col titolo Il dittatore, che diventò poi Il grande dittatore nella riedizione del 1961.

Nel monologo finale, un inno alla libertà e alla fratellanza universale.

Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore. Non è il mio mestiere. Non voglio governare, né conquistare nessuno; vorrei aiutare tutti se è possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani, dovremmo aiutarci sempre; dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti; la natura è ricca, è sufficente per tutti noi.

La vita può essere felice e magnifica. Ma noi l’abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotto a passo d’oca a far le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare ma ci siamo chiusi in noi stessi, la macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza, senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto.

L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invensioni reclama la bontà nell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo. Milioni di uomini, donne e bambini, disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono io dico: non disperate; l’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano, l’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo. E qualsiasi mezzo usino la libertà non può essere soppressa.

Soldati non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irregimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie, non vi consegnate a questa gente senza un’anima, uomini macchina con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini. Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati non difendete la schiavitù, ma la libertà.

Ricordate nel Vangelo di San Luca è scritto: il regno di Dio è nel cuore dell’uomo, non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini, voi, voi il popolo avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità, voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura, quindi in nome della democrazia usiamo questa forza, uniamoci tutti, combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza.

Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano, non hanno mantenuto quelle promesse, e mai lo faranno. I dittatori forse sono liberi perchè rendono schiavo il popolo, e allora combattiamo per mantenere quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere, eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza ed il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia, siate tutti uniti.

Il grande dittatoreCharlie Chaplin.
Sir Charles Spencer “Charlie” Chaplin (Londra, 16 aprile 1889 – Corsier-sur-Vevey (Svizzera), 25 dicembre 1977)
attore, comico, regista, sceneggiatore, compositore e produttore cinematografico britannico, autore di oltre novanta film e tra i più importanti e influenti cineasti del XX secolo

 

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